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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Ognuno si prenda le sue responsabilità, basta con la storia del gruppo giovane. Scende in campo il professionista, ad Arezzo ne schiereremo undici e ce ne troveremo di fronte altrettanti. E’ arrivato il momento di incominciare a fare punti».
Il timbro di voce è pacato, ma il tono assolutamente risoluto. Gianni Tormenti è consapevole che la sua Samb ha davanti a sé una tappa fondamentale della stagione. «Trasferta molto, molto delicata – continua infatti il presidente rossoblu – contro una squadra che dopo la retrocessione vuole subito tornare in B e che peraltro viene dalla sconfitta di Pescara. Sono sicuro che giocheranno con tanta rabbia in corpo, ma dovremo cercare di andare lì con la consapevolezza di poter fare risultato. Con le buone o con le cattive dobbiamo riuscirci».
Il diesse Natali ha dichiarato che la squadra difetta di personalità. E’ d’accordo?
«In un certo senso sì. Mi spiego: molti non si prendono determinate responsabilità, come per esempio provare a tirare quando si è vicini alla porta, perché alla base c’è una mancanza di tranquillità. In questo pecchiamo, in mezzo al campo ci deve essere qualcuno che prenda per mano la squadra, che dispensi rimproveri quando occorre, che si faccia sentire nei momenti di difficoltà. Chi potrebbe essere il leader? Devono essere loro a capirlo, non sta al sottoscritto individuarlo».
Presidente, la Samb non ha più scuse: ad Arezzo servono i punti.
«E’ vero, la situazione non è drammatica, ma delicata sì. Ci aspettano quattro partite molto dure, contro squadra forti e in corsa per obiettivi ambiziosi: dopo l’Arezzo il Crotone, poi Pistoiese e Gallipoli nello spazio di quattro giorni. Sono sempre convinto delle possibilità dei ragazzi, dobbiamo però essere “cattivi” e determinati, reagendo con maggiore convinzione alle difficoltà che si presentano in partita».
Mister Ugolotti, dovesse arrivare una sconfitta anche ad Arezzo, rischia il posto?
«Sarà la solita frase fatta, ma la conduzione tecnica non è in discussione: riteniamo che in questa fase prendere una decisione simile sarebbe deleterio cambiare, sia per il gruppo, sia per la società. E’ una cosa che non ci passa nemmeno per la testa».
Al mercato degli svincolati invece avete pensato?
«Nemmeno a quello. Quando si è in difficoltà si parla di tutto, quindi non faccio fatica ad ammettere che l’argomento è stato toccato, ma non crediamo ci sia nessuno che faccia al caso nostro. Senza considerare poi che prendendo uno svincolato devi poi aspettarlo almeno un mese prima che si inserisca»
Chiudiamo con un dato statistico: il successo in trasferta manca da marzo. Preoccupato?
«Oggi come oggi il fattore campo è relativo. Non è questo che mi spaventa. Ripeto che credo nelle qualità di questa squadra. A prescindere dalla critiche che, giustamente, sono state mosse nei nostri confronti, va detto che a parte la trasferta di Pescara in nessun’altra circostanza le squadre che abbiamo affrontato ci hanno umiliato. Ce la siamo sempre giocata e penso che possiamo farlo contro qualsiasi avversario».

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