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MONTEPRANDONE – Tutto in una volta: infortuni, squalifiche, la prima sconfitta in campionato e i mugugni dei tifosi. Quella che sta per volgere al termine è stata la settimana più difficile in casa Centobuchi.
La battuta d’arresto casalinga contro l’Arrone ha lasciato tanto amaro in bocca, non solo perché il risultato è figlio delle assenze – mancavano gli squalificati Simoni e Corradetti e l’influenzato Cameli – e dell’ingenuità di Vidallè, che a inizio ripresa si è fatto espellere a causa delle veementi proteste nei confronti dell’arbitro, reo di non avergli fischiato a favore una punizione; ma anche perché l’exploit della formazione umbra ha interrotto una striscia positiva che durava da inizio stagione (cinque pareggi e una vittoria), generando peraltro una certa tensione: una parte della tifoseria infatti a fine partita se l’è presa con la squadra, con lo stesso attaccante argentino e con il direttore sportivo Claudio Cicchi.
Il diesse biancoceleste, nel rispondere a queste critiche, parte da lontano: «Sono convinto che se il Centobuchi è in Serie D lo deve alla società e al suo meraviglioso pubblico. Se si rema tutti nella stessa direzione si può andare lontano. Mi dispiace per quelli che invece remano contro, ma noi andiamo avanti per la nostra strada, tenendo sempre ben presente che questa squadra è un bene per l’intero paese. La cosa migliore sarebbe che tutti dessero il loro contributo, sostenendo e tifando per i colori biancocelesti».
Quanto alla sconfitta contro l’Arrone, Cicchi spiega: «Non si può regalare la “spina dorsale” della squadra a una compagine come quella umbra, in grande crescita dopo il cambio di panchina. In difesa avevamo quattro giovani e alla fine l’inesperienza l’abbiamo pagata. In più se fossimo rimasti in undici forse sarebbe andata a finire diversamente. Diciamo che quella di domenica è una sconfitta che ci apre gli occhi, facendoci capire l’equilibrio e le difficoltà di questo campionato».
A quanto pare però l’imprevisto capitombolo interno ha fatto suonare un primo campanello d’allarme. Sentite: «Adesso valuteremo se a novembre sarà il caso di intervenire sul mercato. Molto dipenderà da quello che ci dirà il mister, tenendo ben presente due cose: primo che il recupero di De Angelis conta quanto un rinforzo in sede di mercato; secondo che facciamo molto affidamento su Cacciatore, il quale domenica si è sbloccato anche in campionato (l’attaccante in precedenza aveva segnato in Coppa Italia, contro la Recanatese, nda) e questo speriamo sia di buon auspicio».
NOTIZIARIO. Ancora problemi di formazione per mister Sestilio Marocchi, che oltre agli squalificati Corradetti – a Venafro sconterà l’ultima delle due giornate di squalifica rimediate a Tolentino – e Vidallé, dovrà fare a meno di Fuduli.
Tornano invece a disposizione Simoni e Cameli, come pure sarà regolarmente in campo Cacciatore, il quale uscito piuttosto malconcio dalla partita contro l’Arrone a inizio settimana ha lavorato a parte.
Il tecnico biancoceleste insomma, dovrà valutare chi schierare in difesa al fianco di Cameli (probabile ballottaggio De Amicis-Mozzoni) e chi piazziare come spalla di Cacciatore, tentando la carta Di Giuseppe o magari optando per un modulo più prudente con De Angelis a sostegno dell’ex Rieti.

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