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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Questo sarebbe l’ufficio confusionario…»: Giovanni Alleva, dirigente del settore Servizi Sociali del Comune, non ci sta. Pur usando toni garbati. Pur senza mai uscire dal suo ruolo di funzionario pubblico «da più di quarant’anni. Sa, fra poco andrò in pensione, non posso permettere certi attacchi».
Alleva si difende dalle accuse di Gabriella Ruggeri, madre di un bimbo disabile che accusa il Comune per aver tagliato le ore di assistenza scolastica al figlio, che frequenta il I° Circolo Didattico.
«Ma guardi, non è vero, e mi dispiaccio di queste accuse» dice Alleva, mostrando il file Excel dove sono riportate tutte le ore e gli impegni economici del Comune per l’assistenza scolastica («Un archivio che ho realizzato io stesso, prima non c’era» spiega).
«L’alunno aveva, da parte del Comune, 15 ore di assistenza un anno fa, e 15 ore quest’anno. Non abbiamo tolto neanche un minuto. Questo la signora Ruggieri lo sa. E ci tengo a rimarcare: noi non l’abbiamo umiliata. Qui ci sono professionisti che danno il cuore. Ho incontrato la signora soltanto una volta, assieme all’assessore Emili, in sala giunta, all’inizio di settembre. Poi ci ho parlato un paio di volte al telefono».
Ma allora perché Gabriella Ruggeri punta l’indice contro il Comune e contro Alleva in particolare («il dirigente precedente certe cose riusciva sempre a controllarle, da un anno la situazione è completamente fuori controllo» ha scritto)?
Qui si entra nel labirinto dell’amministrazione pubblica italiana e nelle stratificazioni di competenze. Ci sembra però doveroso scagionare Alleva. Nel I° Circolo didattico, le ore di assistenza per bambini con handicap del Comune sono passate da 112 settimanali del 2006-07 alle 126 di quest’anno; le ore garantite a tutte le scuole da 540 a 583, con un impegno di spesa, per il solo secondo semestre 2007, pari ad 158.215 euro per 9.345 ore complessive.
Occorre però vedere cosa accade all’interno delle scuole. Gli operatori sociali comunali sono cosa ben diversa rispetto agli insegnanti di sostegno: dei primi si fa carico il Comune; i secondi dipendono direttamente dal Ministero dell’Istruzione. E i tagli che subiscono i trasferimenti verso le scuole costringono i dirigenti scolastici… a fare altrettanto. Oltretutto va verificato se le 15 ore che il Comune ha assegnato al figlio della Ruggeri sono poi gestite correttamente.
E dire che a volte in una classe si sono trovati contemporaneamente tre insegnanti: quella di ruolo, quella di sostegno e l’operatrice comunale. Ma Alleva fa riferimento ad alcuni documenti: «Il 28 settembre abbiamo scritto alla direzione del I° Circolo, spiegando che le ore assegnate a ciascun alunno possono subire lievi adattamenti alle mutevoli esigenze degli alunni, concordati però con la famiglia».
Come dire: se al figlio della signora Ruggieri la scuola ha ridotto le ore di sostegno senza accordo…

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