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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Primarie finite fra i trionfalismi, ma qualcuno nel nascente Partito Democratico vuole togliersi dei sassolini dalle scarpe. Orlando Ruggieri, capolista nazionale dei “Democratici per Veltroni” nel collegio sambenedettese, giudica «bizzarre» alcune dichiarazioni di Pietro Colonnella all’indomani del voto.
«Il sottosegretario fa appelli all’unità fra le correnti del partito, ma forse lo fa per annacquare il nostro risultato ottimo».
Ruggieri afferma che l’ex presidente della Provincia era stato invitato dai “Democratici per Veltroni” addirittura come capolista. «Io e il segretario provinciale Ds Mauro Gionni gli avevamo inviato una lettera per organizzare un incontro, nel quale finalizzare la nostra proposta. Evidentemente lui non ha voluto l’unità, quindi è bizzarro che ora faccia appelli in questo senso».
Ieri il sottosegretario agli Affari Regionali aveva dichiarato che lo stesso Veltroni aveva auspicato la formazione di più liste a suo sostegno, per evitare che «oltre alle liste bloccate si attuasse il blocco delle liste».
Colonnella, soddisfatto del risultato della sua lista, ha poi sostenuto che l’elevata partecipazione al voto è stata figlia anche della presenza di più liste.
A San Benedetto però i Democratici per Veltroni gonfiano il petto sui risultati di domenica: «I nostri 40% di preferenze nelle votazioni regionali e nazionali sono una grande soddisfazione. Sul nazionale abbiamo preso più voti noi che le liste di Colonnella e Donati sommate insieme».
Il futuro del Pd con le correnti in competizioni fra loro? E’ sempre Ruggieri a rispondere: «Ora saremo tutti impegnati nel progetto di un partito nuovo, e tutti dovremo farlo con chiarezza e trasparenza riconoscendo i risultati di domenica. Lo ha detto anche Luciano Agostini».
Insomma, pare che la corrente di Ruggieri e Gaspari voglia fare la voce grossa nel futuro del partito, sentendosi legittimata dal successo ottenuto.
I non eletti che fine faranno? Entreranno in una sorta di pensatoio del Pd. Per Gaspari e gli assessori Emili e Sorge le primarie sono state «una dimostrazione in più del fatto che la politica è viva, dopo il referendum sul welfare e, sull’altra sponda, la manifestazione di piazza di An».
A chi parla di un Pd dei «soliti noti», Margherita Sorge dice: «Non mi sembra che io e la Emili non abbiamo più nulla da dare e da dire a San Benedetto».

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