SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Marco Ahmetovic, l’automobilista ubriaco responsabile della strage di Appignano del Tronto, già condannato a sei anni e mezzo di detenzione, potrebbe tornare in carcere dopo che gli sono stati già concessi gli arresti domiciliari.
Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Ancona, accogliendo il ricorso della Procura di Ascoli contro gli arresti domiciliari concessi al giovane 22enne di etnia rom, che nella notte del 23 aprile investi con il suo furgone quattro ragazzi minorenni residenti nel piccolo centro della vallata del Tronto.
Il ricorso presentato dalla Procura riguardava la compatibilità dei domiciliari con la tentata rapina che sarebbe stata effettuata dallo stesso Ahmetovic, in complicità con due italiani, ai danni dell’ufficio postale di Maltignano, il 10 novembre 2006.

Allo stato attuale, comunque, come spiega il difensore di una delle famiglie delle vittime, l’avvocato Nazario Agostini, «Ahmetovic tornerà in carcere solo se passati 10 giorni dalla pronuncia di Ancona il suo difensore non farà ricorso in Cassazione».
Da parte sua il legale di Ahmetovic, l’avvocato Felice Franchi, ha fatto questa dichiarazione all’Agi: «Devo prima leggere le motivazioni che il Tribunale del Riesame ha inserito nel provvedimento, per poi prendere una decisione. Solo dopo valuterò con il mio assistito se presentare il ricorso in Corte di Cassazione. Non abbiamo ricevuto la notifica del provvedimento del Riesame – continua l’avvocato Franchi – e quindi aspettiamo di riceverla e di verificarne i contenuti. Per il momento non posso escludere nessuna azione».

L’ARTICOLO DEL CORRIERE DELLA SERA Sull’edizione online del noto quotidiano [clicca QUI], si può leggere un ampio reportage da San Benedetto del giornalista Fabrizio Caccia, dal titolo “Bombe e minacce, l’assedio al rom della strage”.

Nell’articolo si parla dello scoppio di petardi e bombe carta vicino al residence dove Ahmetovic si trova tuttora agli arresti domiciliari e di “ronde di nomadi per proteggerlo”.

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