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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Di solito dopo una sconfitta in casa ci si riscatta andando a vincere fuori. Questa dovrà essere la nostra filosofia in vista dell’impegno di Arezzo».
Riposte nel cassetto le illusioni post-Lucchese – tradotto: vuoi vedere che adesso comincia un altro campionato? – Guido Ugolotti inaugurata l’ennesima settimana di passione cercando di infondere a tutto l’ambiente rossoblu, depresso, di più, disilluso dopo la battuta d’arresto al cospetto del Perugia, una potente iniezione di fiducia.
«Nelle ultime due giornate abbiamo ospitato squadre vogliose di rivalsa dopo una sconfitta» ha proseguito l’allenatore della Samb. «Stavolta tocca a noi. Dobbiamo essere arrabbiati come, anzi di più dell’Arezzo. Ci serve una vittoria per rimettere in sesto una classifica che è molto corta. Con tre punti cambierebbe il quadro. Lavoriamo sereni, sono convinto che possiamo rialzarci».
Mister, facciamo un passo indietro. La sconfitta di domenica ha evidenziato tanti problemi. In tutti i reparti.
«E’ vero. Purtroppo, nonostante l’impegno e la buona volontà ripetiamo troppi errori. Contro il Perugia in difesa abbiamo commesso tre leggerezze: quella in occasione del rigore fischiato a Califano, sul gol e poi a inizio ripresa sull’azione che poteva portare Mazzeo al raddoppio. Non riusciamo a mantenere la stessa concentrazione e l’intensità giusta nei 90′. Queste prime otto partite hanno detto che facciamo fatica, non c’è la cattiveria necessaria per fare male all’avversario, manca poi qualità in tutti i reparti».
Come pensa di risolvere questi problemi?
«Lavorando. La solita frase fatta? Non direi, conosco solo questa come medicina. Cercheremo di curare maggiormente i particolari. Domenica per esempio abbiamo incassato il gol sugli sviluppi di una situazione che proviamo spesso in allenamento. Stesso discorso per gli schemi offensivi: durante la settimana la squadra riesce a fare determinati movimenti, poi però in partita non li vedo».
Dopo Pescara ha apportato modifiche alla sua Samb negli uomini e nella disposizione tattica. Adesso farà altrettanto?
«Premetto una cosa: allora era sembrato che fra noi e gli avversari ci fosse un abisso, mentre contro il Perugia non è stato così: abbiamo giocato alla pari, la gara è stata decisa da un episodio. Il Perugia non ci ammazzato, semmai ha sfruttato le poche occasioni che ha avuto, al contrario di quanto abbiamo fatto noi. Esclusa la trasferta dello stadio Adriatico ho visto partite sempre equilibrate, fermo restando che dobbiamo creare più gioco, non possono bastarci una o due occasioni da rete a partita. Non credo insomma che serva una rivoluzione. Potrei cambiare qualche uomo, ma ho determinate idee e cercherò di portarle avanti con il lavoro».
Domenica ha puntato l’indice contro l’arbitro. Non crede che possa costituire un alibi per la squadra?
«Dico solo che dopo quello di Pescara ci è stato fischiato contro un rigore inspiegabile. Senza contare che l’arbitro nella ripresa ha permesso agli avversari di perdere troppo tempo: ritengo che determinati atteggiamenti non si possano tollerare. E’ vero che abbiamo dei problemi, ma questa cose bisogna rimarcarle. Nella nostra situazione hanno inciso gli arbitri e i tanti infortuni. Prendiamo Alteri: per vari motivi un giocatore importante come lui non ha ancora potuto dare il suo apporto».
La vittoria sulla Lucchese aveva illuso tutto l’ambiente che potesse segnare la svolta della stagione.
«Pensavamo che bastasse quel risultato per sbloccarci. Purtroppo non è andata così, ci aspettavamo un altro risultato contro il Perugia. Adesso dobbiamo avere la forza, la professionalità e il carattere per rialzarci».
Per la prima volta sono arrivate critiche anche sul suo conto. Ne risente?
«Mi dispiace, soprattutto se penso alla bella stagione dell’anno passato. Ma fa parte del gioco. Le scelte di mercato? Non rinnego niente. Con 6 punti in classifica mi sento responsabile, ci mancherebbe, ma sono sicuro che questo gruppo ha delle qualità. In futuro sentiremo parlare di questi ragazzi, il problema è che in questo momento stanno incontrando delle difficoltà, superiori anche alle nostre previsioni».
Capitolo mercato: ne state già parlando?
«Ovvio che con il presidente certi discorsi siano stati affrontati. Ma è presto. Se ci fermassimo alle valutazioni di queste prime giornate, dovremmo rivedere tutti i giudizi. Restiamo al presente: siamo convinti di poterci tirare fuori. Poi più in là si vedrà, è ancora prematuro parlare di mercato».

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