ASCOLI PICENO – Il gruppo consiliare di Rifondazione Comunista della Provincia di Ascoli Piceno prende le distanze dalla visita del Cardinale Pio Laghi ad Ascoli, nella giornata del 14 ottobre. In particolare a Laghi vengono contestate le presunte amicizie con il regime militare argentino degli anni Settanta (leggi su Wikipedia: clicca qui). Riportiamo di seguito il comunicato stampa.


Apprendiamo dagli organi di stampa che il Cardinale Pio Laghi officerà, unitamente al Vescovo di Ascoli, Monsignor Silvano Montevecchi, nel Duomo di Ascoli la Celebrazione Eucaristica di domenica prossima 14 ottobre. Nelle biografie che vengono riportate dalla stampa Laghi viene definito “Eminenza Reverendissima” e con ammirazione vengono sottolineati i vari passi della sua brillante carriera. Stranamente però poco si dice del ruolo da lui svolto nel periodo della dittatura dei generali in Argentina e, a questo riguardo, vale la pena di rinfrescare un po’ la memoria.

Pio Laghi, nella sua qualità di nunzio apostolico in Argentina durante gli anni settanta, oltre ad essere stato amico intimo di alcuni generali golpisti della giunta, come Videla, ha sostenuto la politica di persecuzione e di torture che portò alla scomparsa di 30.000 desaparecidos. Basta consultare wikipedia per scoprire che nel discorso tenuto a Buenos Aires il 27 giugno 1976, tre mesi dopo il golpe militare, Laghi disse: «Il Paese ha un’ideologia tradizionale e quando qualcuno pretende di imporre altre idee diverse ed estranee, la Nazione reagisce come un organismo, con anticorpi di fronte ai germi, e nasce così la violenza. I soldati adempiono il loro dovere primario di amare Dio e la Patria che si trova in pericolo. Non solo si può parlare di invasione di stranieri, ma anche di invasione di idee che mettono a repentaglio i valori fondamentali. Questo provoca una situazione di emergenza e, in queste circostanze, si può applicare il pensiero di san Tommaso d’Aquino, il quale insegna che in casi del genere l’amore per la Patria si equipara all’amore per Dio».

Da questo passaggio si desume con chiarezza come Laghi giustificasse moralmente la politica di terrore messa in atto dai generali contro una intera generazione di giovani argentini affermando che i soldati non facevano altro che “compiere il loro dovere”. L’adempimento di quel dovere comportò, lo ricordiamo, la scomparsa di 30.000 persone molte delle quali torturate, assassinate o lanciate dagli aerei nei ‘voli della morte’ dopo essere state sedate.

Per queste ragioni invitiamo tutti i cittadini ascolani e, più in generale, tutti coloro che hanno a cuore la difesa dei diritti umani, a non partecipare alla cerimonia di domenica 14 ottobre segnando in tal modo una presa di distanza dalla presenza del Cardinale Laghi nel nostro territorio.

*consigliere provinciale Rifondazione Comunista

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