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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Immaginate di essere chiamati a dirigere un ente di promozione turistica. Uno a caso. Dal deserto del Mali a Capo Nord. Quale sarebbe la prima cosa di cui vi preoccupereste? Qui in Italia, qui a San Benedetto, il lavoro comincia tra ringraziamenti politichesi, bordate degli avversari – politici – da schivare, conti in rosso di rito, e magari fatturazioni da Presidenza del Consiglio (ogni riferimento ai 34 mila euro chiesto dall’ufficio stampa è puramente voluto).
Il resto? Dopo. Così non scandalizza nessuno, ma proprio nessuno, né i politicastri né gli addetti ai lavori – giornalisti, ma anche commercialisti, revisori dei conti, dipendenti – che un ente di promozione turistica come il Consorzio Riviera delle Palme faccia tutto tranne che quello a cui è deputato.
Se ormai la maggior parte delle prenotazioni turistiche su scala mondiale avviene attraverso internet – ad eccezione, magari, delle simpatiche comitive di anziani che frequentano numerose i nostri lidi – come può permettersi il Consorzio di pubblicare, come prima notizia del proprio sito www.rivieradellepalme.it, una “scottante” news datata 30 maggio 2007?
“Comunicati stampa. Si alza il sipario sull’edizione 2007 del Bea, Banco dell’Enogastronomia e dell’Artigianato”. Un testo da 3.485 battute che annuncia l’imminente apertura del fiore all’occhiello della gestione Calvaresi, ovvero l’esposizione dei prodotti tipici della terra picena (a beneficio, però, quasi esclusivamente degli stessi piceni). Il neo-presidente Alessandro Zocchi, pur nominato in stile Prima Repubblica, è armato di una forbice metaforica con la quale si appresta a tagliare tutti i costi inutili.
Ma il sito del Consorzio presenta tante incongruenze. A cominciare dalla breaking new di cui sopra, in home page troviamo immediatamente dopo la sezione “Curiosità”. Ma invece di stimolare la curiosità dell’internauta, troviamo una notizia datata 9 luglio 2004: fa riferimento addirittura al fatto che il «Consorzio svolge un’intensa attività promozionale anche all’interno di evento come la Btc e la Bit». Acronimi che stanno per la Borsa del Turismo Congressuale e la Borsa Internazionale del Turismo di Milano. Ma tenere in home page questa notizia a tre anni e mezzo di distanza produce inevitabili conseguenze esilaranti: «Il Consorzio si è presentato alla Bit attraverso l’immagine di Miss Italia in carica, Francesca Chillemi, poiché da diversi anni la città di San Benedetto del Tronto ospita le fasi di preselezione del noto concorso nazionale di bellezza». Miss Italia a San Benedetto? Ancora? La Miss in carica Francesca Chillemi? Ma non era il 2004? Sorvoliamo, please.
Ma a forza di sorvolare questi sono i risultati: il sito dell’ente che dovrebbe attirare turisti in Riviera è anni luce indietro rispetto a quello di un qualsiasi albergatore della zona. Vogliamo continuare? La sezione “Itinerari” (sempre in home page) doveva essere declinata al singolare: vi è infatti un solo itinerario, “La strada dell’olio”, immesso in rete il 16 dicembre 2004.
Lo stesso avviene nella sezione “News”: c’è la “s” di troppo a segnalare il plurale inglese. L’unica notiziucola è “…ad Offida, estate 2007”, con lo straccio di quattro appuntamenti offidani dal 16 al 1° luglio. Ma che barba sarà questa Riviera, dirà il turista medio che cercherà di capire dove prenotare le sue vacanze…
Per la verità, troviamo anche un micro-flash sulla Domo Adriatico dello scorso giugno (solo una riga: sì, ma che c’entra con il turismo?). Infine – teniamoci forte – un devastante articolo che, per illustrare le “Tipicità” della nostra terra, si intitola “La tradizione vitivinicola” ed è la trascrizione di un intervento dell’8 maggio 2004, durante la conferenza “Enoarcheologia. La vite e il vino nel Piceno antico”: latinorum, citazioni di Plinio il Vecchio e Annibale…

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