ANCARANO – «Una delle emergenze che stiamo cercando di risolvere nel più breve tempo possibile è quella di ripristinare l’agibilità di tutte le abitazioni allagate nella Val Vibrata, per restituirle ai cittadini sfollati. In seguito bisognerà pensare alle numerose aziende che lungo la vallata del Tronto, a Sant’Egidio, ad Ancarano e Controguerra, hanno subito danni per milioni di euro in quanto locali e attrezzature sono stati investiti dall’acqua e dal fango». Emiliano Di Matteo, sindaco di Ancarano e presidente dell’Unione Comuni Val Vibrata, traccia un breve resoconto sulle cause che hanno generato l’alluvione e sugli interventi che si stanno realizzando per arginare i danni.

«In base ai pluviometri dislocati in diverse zone della provincia di Teramo, di cui uno posizionato a Nereto – ha spiegato Di Matteo – è stato rilevato che nella Val Vibrata sono caduti in 5 ore oltre 18 centimetri d’acqua, mentre nel resto della Provincia, nello stesso arco di tempo, il livello è oscillato dai 4 ai 7 centimetri».

Proprio ieri i sindaci della Val Vibrata hanno avuto un incontro in Regione con l’ingegner Leone, dirigente della Protezione Civile Regionale con il quale è stato fatto il punto della situazione.

«Tutti i comuni colpiti dall’alluvione – ha concluso Di Matteo – sono in attesa dell’ordinanza ministeriale che sancisce lo stato di calamità naturale, e si sta provvedendo a stilare le delibere e gli atti necessari per le richieste di risarcimento danni da parte dei cittadini». I moduli, non ancora disponibili in tutti i comuni, sono reperibili on line sul sito della Regione Abruzzo.

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