Fabio Urbinati*

Tutte le recenti discussioni e le critiche piovute sulla costituzione del Partito Democratico mi spingono a fare alcune considerazioni in senso strettamente politico per poter dare ai cittadini un motivo in più per andare a votare domenica prossima. Innanzitutto ritengo del tutto strumentale e forviante il fatto, tipicamente italiano, di dare giudizi preventivi e affrettati su progetti politici ambiziosi, prima ancora che se ne delineino i contenuti e se ne verifichi l’efficacia, decretandone già il fallimento.
Il Partito Democratico è un processo politico innovativo e unico in Europa se non al mondo, che vede unirsi non solo due grandi tradizioni politiche e culturali Italiane, ma è anche l’unione di milioni di storie personali di donne e di uomini che dal dopoguerra ad oggi hanno fatto del nostro paese una delle prime otto potenze industriali del mondo.
Per dare un senso di grandezza di ciò che accadrà domenica prossima, cito alcuni numeri: 35000 candidati alle assemblee costituenti, 70.000 volontari nei seggi fra scrutatori e presidenti di seggio (gratis) 10.000 o forse più volontari che saranno a disposizione del personale ai seggi Tutto questo non ha nessun significato?
Non significa nulla che per la prima volta nella storia a decidere il segretario di un partito saranno non solo i militanti ma anche tutti i cittadini che intendono partecipare?
Il Partito Democratico non nasce dal notaio. Un processo così grande e ambizioso non sarebbe mai potuto nascere senza qualche contraddizione e senza nessuna incomprensione, tutto ciò era nel conto, compresa la polemica sulla necessità di adottare liste bloccate per i candidati, e il fatto che ci siano state critiche da parte di molti militanti, soprattutto giovani, non può che essere di buon auspicio per il Partito Democratico.
Pochi sottolineano che da lunedì prossimo in Italia ci sarà un nuovo grande partito, il Partito Democratico. Un partito che nasce per dare risposte che gli italiani aspettano da decenni, risposte per una politica semplice che sia in grado di decidere e dare all’Italia quelle riforme che ci facciano uscire da un clima di antipolitica che ha un’origine ben precisa, che deriva da decenni di politiche economiche fatte sul debito pubblico e di appropriazione delle istituzioni da parte dei partiti tutti allontanando migliaia di giovani dalla politica. E proprio da quei ragazzi che hanno vissuto e vivono la loro gioventù dagli anni di mani pulite ad oggi che il Partito Democratico vuole ripartire.
Quei giovani in politica che dopo mani pulite, per consuetudine ed approssimazione, vengono subito etichettati come servi di qualcuno o addirittura come delle piccole sanguisughe pronti a fare di tutto per assicurarsi una vita di privilegi a carico dei cittadini. Pochi citano che la generazione di chi oggi ha meno di 40 anni è quella generazione cresciuta nel mito del Lavoro e della Famiglia a cui la Politica degli anni 80 e 90 ha lasciato in eredità solo Lavoro precario e pochi soldi per fare figli (se un bebè non vuole il latte materno è quasi crack economico famigliare). Per questo dico che la vera sfida del Partito Democratico inizierà proprio Lunedì 15 Ottobre 2007, quando inizieremo a fare politica parlando di contenuti come: Lavoro, Sicurezza, Politiche per l’infanzia, abbattimento del debito pubblico, sanità, scuola e università, ricerca, innovazione e tecnologia, ambiente. Tutto questo sarà il Partito Democratico. Un abbraccio e un in bocca al lupo a tutti i candidati.
Con stima
*Fabio Urbinati Segr. Sez “A. Gramsci” DS Consigliere Comunale DS

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