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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Migliaia di euro come fossero nichelini. Questa è l’immagine che si ha del Consorzio Turistico Riviera delle Palme: il “carrozzone” è appesantito da una tara di spese e indebitamenti che non paiono arrestarsi. Nel 2006, durante la presidenza di Marco Calvaresi, il debito era pari ad € 118.082.
L’emorragia non si è fermata – tra Bea e addetti stampa, cene sontuose per cento e più invitati, consulenze e quaquaraquà – neanche nel 2007: al 30 giugno, la perdita è di 61.218 euro. Un bel daffare per il nuovo presidente Alessandro Zocchi, che ieri si è incontrato con i revisori dei conti Gianni Silvestri e Debora Mancini oltre che con il presidente dell’Assoalbergatori Pericle Guidotti.
Soprattutto se si leggono alcuni dati: il giovane presidente si è visto recapitare una fattura di 34 mila euro per il servizio stampa curato da un giornalista sambenedettese (cifra, comunque, che non rientra nei 61 mila euro della perdita). Comunicati e conferenze valutati in perfetto stile casta.
«Ma questa spesa l’ho stralciata – precisa Zocchi – Mi sono incontrato con l’addetto stampa, e avremo un altro appuntamento il 15 ottobre. La spesa sarà notevolmente inferiore: anche lui è d’accordo nel venirci incontro».
Zocchi spiega che «il saldo finale viene fuori applicando gli emolumenti dell’Albo dei Giornalisti: per 17 mila euro in relazione alla prestazione senza vincolo di orario, per l’altra metà per le diverse conferenze organizzate nel corso degli ultimi anni».
Ma il caso “addetto stampa” è soltanto il simbolo di un cambio di rotta che la nuova presidenza spera di imprimere: «Nel 2006 la voce “Costo per servizi” è aumentata a 409.015 euro dai 185.728 del 2005. Lavoreremo per abbatterla, lavorando in economia, con il personale a nostra disposizione».
Il nuovo presidente delinea il tentativo di intercettare i fondi dei bandi europei e regionali, oltre che coinvolgere le imprese negli investimenti nel campo turistico, per aumentare le entrate. E riguardo la Bea, fiore all’occhiello della gestione Calvaresi, Zocchi è netto: «Non serve farla a San Benedetto: i nostri prodotti devono essere visibili a Roma così come a Milano. Se la Regione ci aiuterà, bene, altrimenti, allo stato attuale, potrebbe anche non essere riproposta».

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