GROTTAMMARE – Con questa intervista a Ugo Lisciani, cominciamo a dare la parola agli esponenti politici grottammaresi in vista delle prossime elezioni amministrative della primavera 2008. Lisciani è consigliere comunale del gruppo di maggioranza “Solidarietà e partecipazione” ed assessore nella giunta Merli con le seguenti deleghe: Commercio, Politiche per lo sviluppo economico e produttivo e per il lavoro, Politiche comunitarieLisciani, secondo lei quali sono stati i risultati raggiunti dall’amministrazione Merli negli ultimi cinque anni?

«Molti, a partire dalle opere pubbliche, che sono sotto gli occhi di tutti. Fiore all’occhiello di questa amministrazione sono i servizi sociali, purtroppo lasciati prima del tempo dall’ex vicesindaco Costanzo. Di certo sono stati un proseguimento della precedente amministrazione, ma gli obiettivi raggiunti, in materia solidarietà, sono davvero ottimi. Altro aspetto notevole è stato vedere come i nostri giovani i oggi hanno la possibilità di scegliere come impiegare il tempo libero nello sport: piscina, tennis e basket, ad esempio, oltre al calcio».

E in particolare nei settori di sua competenza?

«Sono soddisfatto, anche se non ho raggiunto tutto quello che volevo. Spero di ottenere qualcosa in più con gli ultimi due progetti: il regolamento partecipato del suolo pubblico e la liberalizzazione delle licenze. Nel particolare, il primo punto verrà discusso da ottobre, quando inizieranno le assemblee nei quartieri».

Si parla molto di distacco tra cittadini e politica. A Grottammare, da oltre dieci anni, il centrosinistra è unito in un unico gruppo, Solidarietà e Partecipazione. Qual è il suo giudizio su questa esperienza?

«Se mi guardo indietro, la vedo come un’esperienza decisamente positiva. Nel gruppo di maggioranza siamo tutti in ottimi rapporti e abbiamo tutti gli stessi obiettivi ».

Come sono i rapporti con l’opposizione?

«Per quel poco che c’è stato, devo dire che non sempre i rapporti sono stati negativi, anzi. C’è stata dialettica fra maggioranza e minoranza e buone occasioni di studio. In alcuni casi – non farò nomi – ho apprezzato il fatto che si siano sbilanciati nel collaborare, o comunque nel dare spunti apprezzabili. Salvo quindi qualche individualismo, hanno avuto il coraggio di confrontarsi».

Centro commerciale naturale: quali i risultati ad oggi?

«Ora che si è conclusa la stagione estiva, riprenderemo il discorso. Torneremo a discutere della fidelity card, anche se probabilmente opteremo per una proposta arrivata direttamente dai commercianti, di cui però non anticipo nulla. Il bilancio è comunque buono, prima di aprile speriamo di partecipare anche al prossimo bando regionale, proprio perché i commercianti sono soddisfatti dell’iniziativa».

Quali sono state le richieste che i commercianti fanno più di frequente?

«C’è sempre stato un intenso rapporto diretto. Ora, nell’ultimo anno, ho notato che esso è calato di intensità. Secondo me è segno che i commercianti stanno bene. Poche le lamentele – le solite, ad esempio sugli orari – ma per lo più abbiamo svolto pratiche ordinarie, come chiarimenti sulle varie normative».

A Grottammare i commercianti hanno risentito della crisi idrica?

«A mio avviso no, una risposta certa può darla solo il Ciip: è questo Consorzio, infatti, che curano questo tipo di rapporti, non più il Comune».

Secondo lei è una buona idea recuperare acqua dal depuratore?

«Personalmente sono aperto a qualsiasi idea possa aiutare la crisi idrica. Grottammare passa dai 15 mila abitanti normalmente residenti ai 60 mila estivi, è normale risentire di un aumento di consumi e di un calo di risorse.. Occorre lavorare per tempo, razionalizzare, creare pozzi, fare più controlli “alla fonte”. Si riuscirebbe così a risparmiare almeno il 20-30% dell’acqua».

Sono state delocalizzate due fabbriche: la Trafilerie Lisciani e la Metalcavi. Ora come si svilupperà la zona industriale della Valtesino assieme a Ripatransone?

«Di fatto l’asse industriale unifica i due Comuni. L’unica differenza è che, ovviamente, alcune fabbriche si trovano in Comune Grottammare, altre in quello di Ripatransone. Di certo è una cosa positiva».

Che ne pensa dell’Unione dei Comuni?

«Il fatto di aver smembrato la Provincia di Ascoli Piceno probabilmente penalizzerà i singoli Comuni. Si verranno a creare due Province, di cui una più ricca: Fermo. E tutto sarà in duplice copia. E anche i finanziamenti saranno divisi in due. A quel punto ci saranno solo tre soluzioni: o l’Unione dei Comuni o la soppressione di quelli più piccoli oppure… tornare a un’unica provincia».

E ci sono soluzioni alternative?

«Personalmente salterei il passaggio della Provincia: se dovessi immaginarmi consigliere provinciale, non saprei bene cosa fare. Un conto è lavorare per il proprio Comune, un altro è avere una carica più che altro di rappresentanza. Probabilmente, come succede in altri Paesi, se i Comuni avessero contatto diretto con la Regione, certi problemi – come la crisi idrica o gli incendi – si riuscirebbe a risolverli in minor tempo».

Cambiamo argomento. Che ci dice della terza strada fra Zona Ascolani e centro?

«Sarà necessaria, visto il continuo aumento demografico e di traffici. Anzi, proprio in previsione dello sviluppo urbano è già prevista nel Piano regolatore».

Qual è la sua previsione sulle prossime amministrative?

«Non mi pronuncio, ancora. Dico solo una cosa: speriamo bene»

Lei si ricandiderà alle prossime elezioni?

«Non lo so ancora. Intanto sono soddisfatto di ciò che ho fatto. Mi prenderò un momento di riflessione, e se ce ne sarà l’esigenza, mi accetterò di candidarmi di nuovo. Penso però che sarebbe positivo lasciare spazio anche ad altri che hanno idee e passione per la collettività. In ogni caso continuerò a dare il mio impegno in altri progetti, come nei comitati di quartiere o nelle associazioni».

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