SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Questa è l’Italia, signori. Questo è il paese dove conta la forma e non la sostanza, i nani e le ballerine invece che la quotidianietà. Un paese dove tutti sono contro le Province e invece questi enti (per alcuni inutili) proliferano a danno delle tasche dei cittadini.
Pierluigi Addarii del Sos Missionario di San Benedetto torna sul tema della Provincia (eufemismo) di Fermo. Voluta campanilistismo di stampo feudale, che poco ha a che fare con il Millennio del web.
«L’opinione pubblica è attenta ai costi della politica e ai privilegi della casta – inizia Addarii – Si parla anche di abolire le Province. Potremmo, però, fermare la proliferazione di quelle attuali, e mi riferisco a quella di Fermo».
La nascitura aggregazione territoriale (dal 2009 anche le mappe geografiche dovranno tenerne conto), secondo Addarii, è nata grazie «al supporto di gran parte dei mezzi di comunicazione» e per «rispondere ad “esigenze” di vari partiti».
Una provincia, affermiamo noi, che dopo i festeggiamenti in stile curva sud avvenute nel futuro capoluogo fermano, comincia a fare i conti con i pochi denari disponibili: l’attuale Provincia di Ascoli, infatti, sta chiedendo, al governo centrale, fondi aggiuntivi per la sede della provincia siamese, oltre, addirittura – e qui siamo nel campo dei privilegi accordati ai lavoratori pubblici – ad un prepensionamento per quei lavoratori costretti a spostarsi da Ascoli a Fermo…
«Credo che non ci sia il consenso dell’opinione pubblica – continua Addarii – Penso che sia doveroso chiedere l’opinione dei circa 380 mila abitanti della attuale Provincia sulla costituzione di un nuovo Consiglio Provinciale, una nuova giunta, nuove Commissioni, nuove sedi, dirigenti, personale, consulenti, partecipate… Perché non glielo chiediamo, intanto a chi voterà le primarie del Partito Democratico?»
«La costituzione della Provincia di Fermo è una proposta politica totalmente sbagliata – rilancia Paolo D’Erasmo, sindaco di Ripatransone impegnato proprio in questi giorni nella campagna elettorale per le primarie – Ma non è possibile avere un momento consultivo il 14 ottobre: c’è troppo poco tempo. Ne parleremo con i cittadini, poi, magari, svolgeremo un grande referendum».

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