Energia. Mentre l’Enel è in procinto di investire 300 milioni di euro nel progetto Zep – Zero Emission platform (in pratica tutti i big dell’elettricità europea) – per ricavare elettricità pulita da carbone e gas, il Portogallo va in spiaggia. Non a prendersi una tintarella, ma… energia pulita.

La centrale inizialmente permetterà di dare corrente a 2000 famiglie, sfuttando il moto ondoso del mare. È infatti nata nei pressi di Agucadoura la prima centrale elettrica alimentata dal movimento del mare.

Come si legge in un comunicato del Governo del 25 gennaio 2007, sul sito portoghese, «per combattere le alterazioni climatiche punteremo all’adempimento del Protocollo di Kyoto* e alle misure previste dal programma nazionale, installando un centro per la produzione dell’energia elettrica proveniente dall’energia delle onde del mare, che ha un potenziale significativo in questo campo».

L’impianto, realizzato a qualche miglio dalla costa di Agucadoura, è dotato di tre macchinari, i Pelamis P-750: queste apparecchiature di forma cilindrica, e lunghe circa cento metri, sono ancorate al fondale in modo da permettere il rollio e il beccheggio. Il movimento delle onde mette in funzione dei motori che generano energia elettrica.

Secondo gli esperti la nuova centrale soddisferà i bisogni di quasi 2000 famiglie e, ogni anno, “farà risparmiare” all’ambiente circa 6 mila tonnellate di anidride carbonica, che non saranno immesse nell’atmosfera.

Max Carcas, direttore della “Pelamis Wave Power”, società che produce i macchinari, afferma che «i costi diminuiscono del 15% ogni qual volta in un impianto sono aggiunti due Pelamis». Il Portogallo non è l’unico ad interessarsi di qusta forma di energia pulita.

Il Water Cube di Beijing – la struttura che ospiterà la piscina olimpionica delle prossime Olimpiadi di Pechino 2008 – ha utilizzato per le pareti dell’edificio l’EFTE – un particolare tipo di Teflon – che reagisce al colore del cielo, permettono di catturare il 20% dell’energia solare incidente sul palazzo utilizzandola per riscaldare l’acqua delle vasche. Senza contare che l’80% dell’acqua piovana raccolta dal tetto della struttura viene riciclata e riutilizzata.

Nella nuova palestra californiana California Fitness – Powered by YOU la filosofia è “niente sforzi, niente energia”.
In questa nuova palestra – progettata dai francesi Lucien Gambarota e Wharton – l’energia viene prodotta dagli esercizi degli sportivi ed utilizzata per creare energia verde. Il presidente della California Fitness spiega: «Una persona ha la capacità di produrre 50watts di elettricità per ora facendo un’attività fisica moderata. Se una persona impegna un’ora al giorno correndo su un tapis roulant può generare 18.2 kilowatts di energia e ridurre di 4.380 litri l’emissione di CO2 per anno».

Altra esperienza è quella della discoteca olandese Off-Corso, a Rotterdam, ecologica. Il locale, attraverso una rete di apparecchiature installate sotto al pavimento, è in grado di produrre energia grazie al movimento generato dai clienti che danzano in pista, illuminando ed animando il locale.
Sempre in Olanda è in via di sperimentazione una sorta di asfalto fotovoltaico, capace di assorbire il calore del sole e quindi di trasformarlo in elettricità.
Altra esperienza olandese – che ricorda i celebri mulini a vento – vede l’installazione di micropale eoliche sui guard-rail delle autostrade: lo spostamento d’aria generato da auto e camion in corsa fornirà energia.

Energia anche dalle milioni di persone che camminano nella metropolitana di Tokyo. Uno speciale tappetino installato presso la stazione centrale di Tokyo – simile a quello utilizzato dalla discoteca di Rotterdam – è stato infatti sperimentato nei mesi di dicembre e gennaio scorsi. Il tappetino, posto in prossimità dei cancelli di ingresso, grazie alla pressione è in grado di sviluppare una quantità di energia proporzionata al peso della persona in transito. Energia che verrà poi immagazzinata in speciali accumulatori e riutilizzata per illuminare la stazione o alimentare gli schermi Lcd.
L’esperienza è stata già anche sperimentata dal settembre 2006 nella stazione di Londra, dove sono state installate, infatti, sul pavimento una serie di piccole centrali elettriche alimentate dai miliardi di passi dei londinesi. Si tratta di generatori di pressione idraulica che catturano i 7 watt prodotti da ogni suola che calpesta le banchine.

* Il Protocollo di Kyoto è un trattato internazionale in materia ambientalistica riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyoto l’11 dicembre 1997 da più di 160 paesi, che prevede l’obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una riduzione delle emissioni di elementi inquinanti. Tra i paesi non aderenti figurano gli USA, responsabili del 36,1% del totale delle emissioni tossiche.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 3.784 volte, 1 oggi)