SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Centrodestra diviso. Sulle politiche urbanistiche? Sui servizi sociali? Sui costi della casta? Per carità. Ben altro bolle nel pentolino della politica sambenedettese. Tutto riconducibile alla Samb, al Csi, e all’Ancona calcio.

Edio Costantini, presidente nazionale del Centro Sportivo Italiano, è infatti coinvolto nell’operazione “Progetto Soccer” che ha visto l’Ancona coinvolta nelle politiche del Csi (o viceversa?). Il bello è che nella città dorica stanno arrivando milioni di euro di sponsorizzazioni: roba che per la Serie C fa diventare nababbi. Cinque milioni, in tre anni, sarebbero già in cassa. Ma altri sono in arrivo.

Così il consigliere ultras Tassotti lancia il suo coro: «La Samb si tifa sempre, non solo prima delle elezioni. Costantini dimettiti!»

Manco per sogno. Costantini è in tutt’altre faccende impegnato: Rai, Tg5, persino Bbc. Figurarsi.

Adesso, però, a difesa dell’ex candidato sindaco, persona di assoluta qualità che però in consiglio comunale brilla per la poca incisività, si schiera l’Udc. Sentite che poesia: «Una coalizione si distingue anche per il tipo di rapporto e di dialettica che riesce ad instaurare fra le varie componenti, e questi continui attacchi mediatici e spiccioli non rendono facile il consolidamento ma anzi la impoveriscono». E uno.

«Esternazioni a caldo e con toni forti si fanno in altri ambiti, giudizi politici, crediamo, si debbano fare con la dovuta riflessione e perchè no dopo un confronto chiarificatore». E due.

«Costantini è stato oggetto di attacchi e polemiche atte al suo discredito nei confronti della città, utilizzando il sentimento nobile della tifoseria e del campanilismo disconoscendogli quella intelligenza e capacità culturale che a suo tempo ci aveva spinto ad affiancarlo e sostenerlo nella competizione elettorale passata». E tre.

«Hanno solo saputo dire “dimettiti”. Dimettiti per fare posto a chi? Invece noi riconosciamo in questo quanto già conoscevamo, una persona che opera distinguendo i diversi ruoli, mantenendo in ognuno la propria etica e che ancora una volta ha dimostrato che sarebbe stato il Sindaco di tutti». Forse, però, non di Tassotti.

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