SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Difendere l’ospedale “Madonna del Soccorso” da qualsiasi ipotesi di declassamento, riduzione dei servizi sanitari e del personale medico. Questo lo spirito della mozione che il consigliere di An Giorgio De Vecchis presenterà al prossimo Consiglio comunale, anche per impegnare il sindaco Gaspari a sollecitare alle medesime azioni anche i Comuni del sambenedettese.
«Ci sono molte voci che danno per certe le riduzioni di personale, gli accorpamenti di reparti fondamentali con l’ospedale di Ascoli, l’istituzione di primari multiospedalieri e la nascita di una Asl provinciale», spiega De Vecchis, appoggiato dal presidente del circolo An di Porto d’Ascoli Benito Rossi.
Il nuovo Piano Sanitario Regionale parla di razionalizzazione delle risorse e di riorganizzazione dei servizi a “geometria variabile”. Entro il 31 novembre la giunta regionale presenterà una proposta di revisione del sistema sanitario su Area Vasta. C’è chi paventa che questi provvedimenti faranno rientrare “dalla finestra” la vecchia ipotesi di Asl provinciale, molto contestata anni fa e poi superata dalla legge che nel 2003 istituì l’Asur (Azienda sanitaria unica regionale).
Eppure, dicono De Vecchis e Rossi, c’è il timore che avvenga un declassamento dell’offerta sanitaria sambenedettes. Se ciò avvenisse che conseguenze avrebbe? Secondo i due esponenti di An un ulteriore aumento della mobilità passiva – sambenedettesi costretti ad andare a curarsi fuori regione a spese del sistema sanitario regionale – e quindi maggiori costi. Peggiori servizi e conti ancora più disastrati, in sintesi.
«Chiedo al centrosinistra la coerenza rispetto alle battaglie che fece anni fa contro la soppressione dell’Asl 12», afferma De Vecchis, che nella sua mozione cita alcuni atti del Consiglio comunale risalenti agli anni fra il 2001 e il 2004. Mozioni bipartisan – ce n’è una anche del Ds Federico Olivieri.

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