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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Basta che cadono due gocce di pioggia, che gli scantinati dei palazzi di Viale De Gasperi vanno in crisi. Subito si riempiono d’acqua, e in molte parti sono attive delle pompe che hanno il compito di estrarre l’acqua. I ripostigli sono, di fatto, inutilizzabili in molti casi: ci si possono lasciare soltanto beni non deteriorabili. Sulla situazione di Viale De Gasperi stiamo raccogliendo testimonianze che, via via, pubblicheremo sul nostro giornale. Non per creare allarmismo – non è il caso – ma per capire se effettivamente ci sono problemi di tenuta delle abitazioni. Che, negli anni d’oro del boom edilizio e poi ancora oltre, sono state modificate e condonate: chi ha un po’ di memoria avrà modo di ricordare attici o piani sopraggiunti alle costruzioni originarie.

Era il periodo dei palazzinari d’oro, bellezza. I soldi sono finiti, i problemi sono rimasti. C’è chi racconta che quando vennero sistemati gli argini in cemento sull’Albula, alcune case vicine videro entrare grandi quantità di acqua nei piani interrati. Proprio la falda acquifera, a causa delle strozzature, del peso delle costruzioni e della mancanza di prelievo tramite dei pozzi – ci ha confidato una fonte autorevole – è aumentata di volume e minaccia le fondamenta dell’intero quartiere. Ma c’è addirittura chi progetta un parcheggio sotterraneo in via Puglia: fermatevi, per favore.

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