COLONNELLA – Il passaggio di Augusto Di Stanislao dai Ds all’Udeur – con la benedizione del ministro Clemente Mastella che lo scorso mercoledì 26 settembre lo ha incontrato a L’Aquila – continua a sollevare numerose polemiche. Non solo la scelta effettuata dal consigliere regionale ex diessino ha suscitato perplessità per l’adesione ad un partito moderato di centro dopo anni di militanza a sinistra, ma le sue dichiarazioni in merito non sono state gradite agli esponenti dei Ds.

«Durante il periodo della mia malattia e della lotta contro il cancro – ha affermato Di Stanislao – nei momenti peggiori ho trovato, all’interno dei Ds alcuni sciacalli che hanno provato ad ottenere dei vantaggi approfittando proprio della mia condizione di salute».

La dura affermazione ha suscitato reazioni e polemiche tra gli esponenti del partito dei Ds.

«Quando parla di sciacalli non so proprio a chi e a cosa si riferisca – è il commento di Emanuela Loretone, segretaria provinciale dei Ds – Sono dispiaciuta dalla scelta fatta da Di Stanislao, ma ancor di più che l’abbia motivata anche in questa maniera. Che faccia i nomi di queste persone – prosegue – Noi abbiamo sempre stimato Augusto e avrei gradito da parte sua almeno una telefonata. La cosa che mi sorprende di più è il suo passaggio a un centro moderato quando durante i congressi lui stesso ha sempre portato avanti la linea più a sinistra del partito».

Di Stanislao ha motivato il suo passaggio all’Udeur per aderire ad un partito che è «non degli apparati, ma della gente, perché entrambi credono in una politica che include e non esclude».

«I Ds, di fatto, non esistono più – è stata un’altra tagliente affermazione del consigliere regionale -. Me ne vado da qualcosa che non c’ è più e non da qualcosa che c’è. Il Partito Democratico è un contenitore vuoto che somma esperienze politiche eterogenee, e io ho preferito scegliere il centro moderato, perchè sarà questo il luogo dove si deciderà sul futuro della regione e dell´Italia».

«Non voglio fare polemica – ha ribattuto la Loretone – ma sottolineo che i Ds ci sono ancora. Stiamo lavorando per costruire il Pd e il cambio di Di Stanislao credo che sia da attribuire solo ad un disagio personale».

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