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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il primo gol da calciatore professionista e una prestazione da incorniciare, condita da numeri di alta scuola sciorinati con una semplicità disarmante. Danilo Soddimo, 20 anni giusto una settimana fa, ha vissuto una bella domenica a Martina Franca. Peccato il suo gesto – un tiro di esterno destro dalla lunga distanza che si è infilato sotto il sette dopo una corsa di una decina di metri – non sia servito alla Samb a cancellare quell’antipatico zero nella casella delle vittorie.
«Un bel gol, certo, però il fatto che non sia arrivato il risultato che ci aspettavamo mi amareggia. E non poco» esordisce il centrocampista. «Cosa è mancato? Un pizzico di cattiveria sotto porta e un po’ più di attenzione in difesa. Un vero peccato, ce l’avevamo quasi fatta. Il Martina una squadra mediocre? Hanno comunque un punto più di noi».
Dunque un gol per ripartire, sul quale costruire una sorta di rinascita dopo un avvio di stagione piuttosto mediocre. Per le prestazioni, deludenti, e per quel rosso che all’esordio al Riviera delle Palme, contro la Salernitana, gli costò due turni di stop. «Un’espulsione ingiusta. Non ci penso più ad ogni modo. Scendo in campo sempre molto tranquillo, se non lo sono non riesco a esprimermi al meglio e le giocate non mi vengono. Non sono ancora al meglio (domenica, vittima di crampi, alla mezz’ora della ripresa ha alzato bandiera bianca, lasciando il posto a Marino, nda), ma presto migliorerà, ne sono convinto».
Dopo il gol segnato al Martina gli sono arrivati i complimenti di Gennaro Delvecchio, ex compagno alla Sampdoria e soprattutto un giocatore che in Riviera ha lasciato il cuore. «Parliamo spesso, non solo perché in una sua casa a San Benedetto, ma anche perché ci tiene che io faccia bene. Mi sprona a fare sempre di più, a dare il massimo sia in allenamento che durante le partite. Sono sicuro che i suoi consigli mi aiuteranno: per quanto mi riguarda non ho ancora fatto nulla di speciale».
Proprio Delvecchio peraltro lo aiutò a decidere, l’estate scorsa, di trasferirsi in rossoblu: «Spese parole importanti per questa piazza, ma io sono sempre stato convinto di trasferirmi nelle Marche, non ci ho pensato tanto. Le difficoltà? Ci sono da tutte le parti. Ripeto quello che dissi alcuni mesi fa: sono qui per migliorare e per garantirmi un futuro importante».
Il presente si chiama Lucchese. Poi, tutte di un fiato, le sfide a Perugia, Arezzo e Crotone: «Non mi preoccupo mai degli altri, piuttosto guardo in casa nostra: l’importante sarà la voglia e la determinazione che metteremo in campo, a prescindere degli avversari. Siamo ultimi in classifica? I conti si fanno alla fine».

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