Anonimi. Il presunto impiegato comunale che si è lamentato perché in municipio, chi comanda, fa figli e figliastri, ha creato un interrogativo al quale dovevamo per forza trovare una risposta o meglio prendere una decisione. Certi commenti non possono essere anonimi.
Possono infatti far pensare a situazioni create ad arte da chi, magari vuol raggiungere l’obiettivo opposto a quello che le sue parole potrebbero far credere. Facendogli, tra l’altro, fargli perdere forza e credibilità.
Qualcuno quindi potrebbe giocarci sopra rovinando l’immagine di altri, per esempio, di colore politico opposto. Che valore avrebbe una ciritica alla giunta Gaspari da parte di un rappresentante dell’opposizione rispetto ad una lamentela da parte di un cittadino comune?
L’interesse potrebbe spingerlo a tirare il sasso e nascondere la mano, cosa che noi sambenedettesi detestiamo. Tanto è vero che usiamo la frase per dir male dei nostri cugini ascolani.
Per questo motivo sto inviando agli anonimi una mail nella quale spiego che per continuare a commentare, è indispensabile farsi riconoscere dal direttore di questa testata. Significa che, chi commenta, resta anonimo per tutti meno che per il direttore responsabile il quale, in moderazione terrà conto dei fattori sopra espressi.
Per dirla in parole povere, l’attuale nome fittizio diventerebbe uno pseudonimo con il quale i giornali “firmano” alcuni articoli.
Una decisione che si è resa indispensabile per evitare che il gioco della privacy diventi un elemento negativo e non positivo della vita moderna. Grazie.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 946 volte, 1 oggi)