GROTTAMMARE – Si è conclusa sabato 29 settembre al Teatro delle Energie la 14^ rassegna Premio Libero Bizzarri. Edizione dedicata al maestro Michelangelo Antonioni, ricordato anche per la presenza al festival nel 2005.

Come d’obbligo la serata ha ospitato le premiazioni, alla presenza di presidente della fondazione, direttore artistico, autorità. Ma non solo.

Lo spirito eclettico e multiforme del festival si è riversato in un’impostazione flessibile, piacevolmente viva e non ingessata, come era nell’augurio del direttore artistico De Santi. E’ stato dato spazio tra un premio e l’altro alle proiezioni e soprattutto a una rete di messaggi, input e provocazioni, fino ad arrivare alle proposte attive, che il festival anche quest’anno ha intessuto abilmente.

A contribuire la conduzione di un “istrionico” Stefano Mencherini. Non attore né presentatore di professione, il giornalista documentarista è promotore del progetto Laboratorio Rai, che il festival Bizzarri non ha mancato di diffondere, non solo nel forum di venerdì, ma anche nella serata di ieri.

Il risultato è stato l’aver sgravato quella che rischia di essere una serata di Gala di ogni rigidità, a favore di una manifestazione viva e vitale, come la realtà che ogni documentario racconta. Un saggio dello spirito che anima la settimana di rassegna e tutto il lavoro intellettuale che ne sta dietro. La ricerca di un discorso che non sia pilotato o statico ma aperto al pluralismo dei punti di vista. Si è anche cercato, ad esempio, di interloquire con le autorità politiche di zona, presenti alle consegne, con risultati, diciamo, più o meno alterni.

Tra i momenti più interessanti lo scambio di idee e battute fra Giovanni Floris, Tomassini autore di Ballarò, e il “conduttore” della serata, anch’egli dipendente Rai, sul tema del servizio pubblico.

«Ballarò è esempio positivo – afferma Floris – di giornalismo fatto con semplicità e serenità» in 5 anni di messa in onda, collocandosi al di là degli schieramenti politici. Tommasini ha aggiunto l’attitudine del programma a «ragionare sulle ragioni dell’altro», in un periodo particolarmente difficile per l’informazione, specie in Rai.

Rispetto al primo anno – osserva però Mencherini – sono accorciati i filmati di inchiesta e ci si è concentrati di più sul salotto. Floris ha risposto seccamente di non essere d’accordo: «i servizi sono brevi, di sei minuti» ma si tratta di un luogo comune, quello di pensare che il dibattito politico sia fare salotto, nel quale non riconosce la sua trasmissione. Tomassini sui servizi ha puntualizzato l’intenzione di «acchiappare il paese per immagini» da condensare rapidamente. E in questo i servizi di Ballarò si imparentano con Blob.

A conclusione si è ribadito, come nel forum del venerdì, l’appello a firmare per il sostegno del Laboratorio per i documentari e le inchieste sociali, presentato alla Rai. http://www.articolo21.info/notizia.php?id=5453 http://www.articolo21.info/notizia.php?id=5241

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