Architetti/ingegneri. Ma che modo di governare è questo? Oggetto: abbellimento della città. Un sindaco sceglie un architetto, quello che viene dopo lo cambia, l’altro ancora ricambia. Sarebbe quasi normale se le strade da ammodernare fossero diverse, assurdo se è la stessa strada come sta avvenendo con viale De Gasperi. Il sindaco Martinelli assegnò i lavori all’ingegner Buonfigli che ebbe il tempo di terminare (quasi) un solo lato. Ora Gaspari fa completare l’altro lato a Farnush che, naturalmente (che architetto sarebbe) lo fa a modo suo. Insomma stessa strada ma completamente diversa nei due sensi.
E i cittadini stanno a guardare. Un minimo di riguardo per loro, almeno in casi come questo, sarebbe obbligatorio.
Mi pongo quindi un’altra domanda: se il secondo tratto del lungomare si dovesse fare con una giunta di centro destra, sarebbe giusto non assegnare l’architettura a Farnush? Io dico di no. Poi magari, subentrano propositi di “vendetta” e si fanno due lungomari, uno diverso dall’altro. Arlecchino diventa sambenedettese invece che veneziano. Con il cittadino che sta sempre a guardare…
Stessa cosa e forse peggiore sta accadendo con il nuovo Piano regolatore: il progetto dell’ingegner Bellagamba è finito alle ortiche, ora ci sta pensando la Zazio che è un architetto. Caso peggiore, perché in questo caso c’è l’aggravio delle spese, dato che Bellagamba è già stato pagato (266 mila euro?). Mi auguro che la Zazio si sbrighi…
Che fare? I lavori andrebbero iniziati e finiti durante un medesinomandato.
Curiosità: il centrodestra sceglie ingegneri, la sinistra architetti. Mah.

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