SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si sta insieme per amore o per necessità: questa volta Grottammare e San Benedetto sembrano avviate ad un ménage del secondo tipo.
La stagione teatrale sambenedettese 2007-2008, infatti, si svolgerà al Teatro delle Energie di Grottammare. Le note vicende degli ultimi mesi hanno obbligato a una scelta in sinergia fra le amministrazioni delle due città confinanti. Prima la demolizione choc del Calabresi, poi il sequestro del Palacongressi, infine i perduranti ritardi per l’apertura del Teatro Concordia di San Benedetto, hanno di fatto obbligato la scelta.
Che comunque appare saggia, anche se non ci possiamo esimere da alcune critiche. Sarebbe stato meglio coordinare meglio le previsioni degli uffici comunali, anni fa: E invece di avere oggi tanti piccoli e medi teatri – dell’Arancio, dell’Olmo, Concordia, San Filippo Neri, più quelli dei dintorni – utilissimi per spettacoli un po’ d’elite (come i pur ottimi Teatri Invisibili), ma inadeguati per ricevere costose compagnie con molti zeri nel cachet.
Ad ogni modo, l’Amat, che per anni si è occupata della programmazione all’ex Calabresi, il 5 ottobre presenterà il cartellone. Che al momento resta assolutamente segreto. Trapela però che anche il Teatro parrocchiale San Filippo Neri – già “prenotato” dal cineforum Buster Keaton – sarà il proscenio di qualche spettacolo della stagione.
Ma il punto dolente è che – invece che i 600 posti disponibili nel defunto cinema Calabresi – adesso bisognerà accontentarsi di due teatri carini e moderni ma un po’ bonsai: il Teatro delle Energie ha 400 posti, il Teatro San Filippo Neri 255. In due fanno fatica ad arrivare alla capienza del primo.
Va però apprezzato lo sforzo congiunto delle due città in questa situazione di emergenza. Il Teatro delle Energie è un po’ lontano dal centro di San Benedetto, ma pur in territorio di Grottammare si trova a metà strada tra i due centri urbani.
Così il progetto di “Unione dei Comuni”– almeno in materia di Teatro – avrà raggiunto un primo traguardo. Coinvolgendo altre aree della città, smuovendo gli abitudinari verso altri spazi scenici: prendiamo il caso dell’Arcimboldi in Bicocca che sostituì la Scala durante il restauro del Piermarini. Forse l’esempio è fuori luogo e troppo illustre, ma la differenza è sostanziale: il Calabresi non è in fase di ristrutturazione né di restauro; si sta solo apprestando a diventare una cattedrale di appartamentini per vip.
Una città priva di teatro, manca di un centro socializzazione essenziale. È come se fosse priva di piazze, di scuole o di chiese.

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