SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una città senza cinema, senza teatri. Persino una città senza cineforum. Ebbene sì: le scellerate scelte amministrative degli ultimi anni stanno consegnando a San Benedetto una nuova triste fama: “Dormitorio delle Palme“. Altro che la famigerata (ma vera) definizione di Gino Troli, negli anni ’80: se allora San Benedetto veniva definita deserto culturale, adesso siamo geograficamente agli antipodi. Una tundra glaciale. Una pianura siberiana. Un luogo dove, sicuramente, poter dormire e, al massimo, bere (o peggio “farsi”) e andare alla partita della Samb. Per il resto: il vuoto.
Di questi tempi, ogni anno, finita la baldoria estiva, era tempo di riaffollare i soliti posti: i bar del centro per il rituale collettivo dell’aperitivo; i cinema per vedere le prime visioni; il teatro Calabresi; il Palacongressi per qualche concerto; e, ogni martedì – presa la tessera del Cineforum Buster Keaton (ben mille e più abbonati) – godersi la visione di quei film che purtroppo da queste parti non trovavano spazio nella usuale programmazione commerciale dei cinema.
Che ne so: un David Lynch, un Kim Ki-Duk, un Gus Van Sant, un Marco Tullio Giordana. Adesso niente: il Cinema Calabresi, abituale luogo deputato ad ospitare gli appassionati cinefili, è un ventre aperto di cemento e calcinacci. Al suo posto, è noto, troveranno spazio infiniti metri quadrati di mini appartamentini, che saranno venduti a migliaia di euro l’uno. Il vil danaro fa girare il mondo. Il vil danaro ha sommerso i sogni di celluloide.
Senza il Calabresi, la città inoltre non può che osservare con (tanta) pazienza anche il suo piccolo gioiello: il Teatro Concordia da anni viene descritto come prossimo alla riapertura, ma l’italica burocrazia fa rimandare il taglio del nastro a chissà quando. L’ultima previsione è dell’assessore alla Cultura Margherita Sorge, appena pochi giorni fa: «Non sarà pronto prima del gennaio 2008». “Sarà”, un altro verbo coniugato al futuro. Il Palacongressi, intanto, resta sequestrato: altra multisala dall’avvenire insicuro.
Gli appassionati della settima arte – che per ora hanno a disposizione soltanto il Cinema delle Palme (domani chissà: potrebbero sorgere nuove sale un po’ ovunque, magari nella zona industriale di Centobuchi) – sono costretti a “emigrare” in altre città. Giampiero Paoletti, storico presidente del cineforum sambenedettese, quasi non sa a che santo votarsi. Anzi, no: uno l’ha trovato, grazie a un parroco volenteroso: il piccolo provvidenziale Teatro della Chiesa di San Filippo Neri, riaperto nel Natale 2006 e capace di contenere 255 posti che pochi non sono. Grazie don Gabriele.

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