SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Da una parte la doverosa necessità di limitare gli eccessi alla guida; dall’altra, la paura che le sanzioni amministrative vengano usate, più che come deterrente, come uno strumento per fare cassa. In tempi di magra per le casse pubbliche e comunali, tutto fa brodo.
Tullio Luciani, presidente degli Agenti e Rappresentanti di Commercio della Confcommercio di San Benedetto, è così intervenuto su un tema molto caro a chi, lavorando, deve «macinare quotidianamente chilometri e chilometri, e per questo rischia più di tanti altri di imbattersi nei controlli dell’autovelox».
«Non contestiamo l’inasprimento delle sanzioni previsto dal decreto legge 117 sulla sicurezza stradale, e che sarà convertito in legge entro il 3 ottobre», precisa il grottammarese Luciani, «che anzi riteniamo assolutamente necessario visto quello che succede e che vediamo anche noi sulle strade».
«Ma quello che non riteniamo tollerabile – puntualizza Luciani – è che alcuni Comuni facciano un uso distorto dello strumento degli autovelox, nel senso che li utilizzano per rimpinguare le casse comunali piuttosto che aumentare la sicurezza nelle strade».
«Per fortuna – aggiunge – che di tali abusi se ne è reso conto lo stesso ministro dei Trasporti Bianchi, che ha preannunciato una regolamentazione per far sì che gli autovelox siano strumenti di prevenzione e non di solo selvaggia repressione. Nel frattempo, però, è auspicabile che i Comuni del Piceno si regolino da soli, senza privilegiare le loro tesorerie, ma per la sicurezza».
«La mia – conclude Luciani – non vuole essere una accusa per nessuno, ma piuttosto un appello ai sindaci locali, a non imitare quanti hanno fatto delle multe un business e della sicurezza un mezzo per incrementarlo».

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