SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Quando a San Benedetto non c’era nulla fra il mare ferrovia, gli chalet già c’erano. Siamo stati e siamo il motore del turismo, creatori di occupazione e di reddito. Stato e Comune devono tutelarci». È l’appello di Giuseppe Ricci, presidente di Itb (Imprenditori Turistici Balneari) di Federturismo Confindustria.
A seguito della legge Finanziaria 2007, gli stabilimenti balneari “storici” (almeno 16 lungo la spiaggia sambenedettese) hanno visto decuplicare il costo della concessione. In rapporto all’area di pertinenza del Demanio dello Stato, questi chalet pagano tra un minimo di 14,3 e un massimo di 20,2 euro al mese. Questi valori vengono poi moltiplicati per il coefficiente 6,5.
L’Itb annuncia mobilitazioni in vista della Finanziaria 2008 e prende le distanze dalle altre sigle sindacali, «perché hanno accettato il coefficiente 6,5 senza discutere, proponendo solo che il valore arrivi a 5 per le concessioni stagionali».
La proposta dell’Itb invece è quella di un coefficiente ancora minore, pari a 2. «Anche così c’è un vistoso aumento del canone, ma è più sopportabile», spiega Ricci. La proposta delle altre sigle sindacali era contenuta in un documento, firmato anche dall’Itb: «È stato un abuso, noi non l’abbiamo firmato e li abbiamo diffidati a togliere il nostro logo», svela Ricci.
Perché questa difformità rispetto alle richieste degli altri sindacati? Questa la risposta dell’Itb: «La legge prevede un abbattimento dei prezzi in ragione delle dimensioni delle concessioni, quindi un’associazione guidata da proprietari di grandi chalet tirrenici non può fare gli interessi di una classe imprenditoriale medio-piccola, come la nostra, che sta sull’Adriatico».
Il turismo sambenedettese non è un turismo di élite e con questa stangata demaniale alcuni stabilimenti balneari storici potrebbero essere costretti a cessare l’attività. «Siamo stati all’Agenzia del Demanio a mostrare i nostri prezzi e per far capire la dimensione delle nostre attività. Andiamo avanti con l’inventiva, e poi per noi è un secondo lavoro. Chiederemo un conguaglio sulle cifre eccessive pagate finora – prosegue Ricci – e a ottobre l’Itb avrà uno stand presso la fiera GioSun di Rimini, per discutere della modernizzazione mancata per colpa di questi canoni».
ABUSI EDILIZI IN SPIAGGIA. Molti associati all’Itb chiedono una sanatoria del Comune per le strutture rimovibili e “leggere” realizzate in alcuni chalet – a loro – dire «per favorire la ristorazione che aumenta in tempi di turismo “mordi e fuggi” nel fine settimana». In attesa del nuovo Piano di Spiaggia comunale, chiedono al sindaco Gaspari di non usare il pugno di ferro contro le pavimentazioni leggere e i gazebo rimovibili.
L’APPOGGIO DEGLI ALBERGATORI. Marco Calvaresi di Federturismo Confindustria appoggia la battaglia dell’Itb: «Gli chalet non hanno la possibilità di riconversione come gli alberghi che diventano residence. Eppure sono stati i primi a innovarsi, mentre la gran parte degli alberghi qui è ferma a decenni fa».

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