SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Due arresti ai danni di persone residenti a San Benedetto nell’ambito dell’Operazione Veleno, un grosso blitz dei Carabinieri di Foggia ai danni di un presunto clan mafioso che aveva la sua base logistica a Orta Nova. In totale 52 arresti, per una serie di reati presunti: narcotraffico, estorsioni, rapine a banche e furgoni portavalori, furti, contrabbando di sigarette, riciclaggio, truffa ai danni dell’Inps nel settore agricolo e traffico illecito di rifiuti.
Sempre a San Benedetto i Carabinieri hanno arrestato due persone di 40 e 53 anni, titolari di due concessionarie di auto plurimarche a Porto d’Ascoli e San Benedetto. Queste ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip del Tribunale di Bari Anna Polemio su richiesta dei sostituti procuratori della direzione distrettuale antimafia di Bari e della procura di Foggia. Nel mirino degli inquirenti ben 100 mila tonnellate di rifiuti tossici di provenienza industriale, e non, occultati in cave in disuso. Il volume di affari si aggirava sui 5 milioni di euro.
Una vera e propria Ecomafia che secondo gli inquirenti pugliesi riciclava ingenti somme di denaro investendo in aziende ortofrutticole (da qui anche le presunte truffe all’Inps) e nel traffico di veicoli esteri di grossa cilindrata. Questo è un elemento che fa ipotizzare che i due arrestati a San Benedetto potessero sfruttare le proprie attività commerciali per il riciclaggio dei proventi del clan.
L’operazione Veleno è il risultato di una serie di indagini condotte dalla procura di Foggia dal 1995 al 2003. Fondamentali le rivelazioni di due collaboratori di giustizia, le intercettazioni, i pedinamenti e le riprese video raccolte dagli inquirenti dall’inizio dell’operazione. Secondo gli investigatori in Puglia la cosca si è resa responsabile anche di omicidi ai danni di cosiddetti “infami”.
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IN BREVE
Il sambenedettese M.C. di 34 anni si trovava in città quando è stato raggiunto da un ordine di arresto dalla Procura di Milano. L’uomo dovrà scontare un anno e sei mesi di reclusione per reati commessi nel capoluogo lombardo legati al traffico di stupefacenti.

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