MONTEPRANDONE – La discussa antenna Vodafone di via Alfieri inquina o no? O meglio: emette onde elettromagnetiche che possono nuocere alla salute, compresa quella degli alunni della vicina scuola materna?
Questi interrogativi hanno accompagnato, negli ultimi due anni, la discussione circa l’antenna in questione, con grandi proteste della cittadinanza. Ebbene, dai primi dati disponibili dell’Arpam, sembra che le emissioni elettromagnetiche siano di gran lunga inferiori ai limiti di legge; anche se dati certi e obiettivi potranno essere disponibili non prima di un mese, quando verranno rese note le rilevazioni delle centraline fisse, che sono state poste in prossimità dell’antenna lo scorso mese di maggio, e che resteranno in zona ancora per alcuni giorni.
Ad ogni modo, negli ultimi quattro mesi, sono state compiute una serie di rilevazioni spot che consentono di dichiarare che, pericoli per la salute, non sembrano esserci. Ricordano che il limite di legge è pari a 6 volt per metro (v/m), e che le apparecchiature non sono in grado di rilevare concentrazioni elettromagnetiche inferiori a 0,2 v/m, riportiamo di seguito i dati delle sei rilevazioni spot eseguite:
– ad est dell’antenna: 0,7 v/m;
– dentro la scuola materna: minore o uguale a 0,2 v/m;
– in direzione di via Alfieri, verso il centro cittadino: 1,2 v/m;
– verso ovest 0,9 v/m;
– verso sud-est 0,95 v/m;
– nelle vicinanze 0,98 v/m.
Questi dati dovrebbero tranquillizzare i residenti, anche perché, spiega Pacifico Malavolta, consigliere con delega all’Ambiente, «queste centraline, se avvicinate ad un cellulare che riceve una chiamata, schizzano a valori prossimi a 10 v/m».
Ad ogni modo, in attesa dei dati definitivi, sembra che tra l’amministrazione comunale e le società di telefonia mobile continui a non correre buon sangue: l’ufficio Ambiente è in procinto di scrivere una lettera alla Vodafone per ribadire la necessità di coprire l’antenna di via Alfieri con delle piantumazioni, mentre ci sono dei ritardi rispetto agli accordi presi con il Piano Installazione Antenne: probabilmente le compagnie, che avevano comunicato numero e ubicazione delle nuove antenne, stanno attendendo che si sviluppi meglio la tecnologia Wi-Fi prima di avviare investimenti.

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