SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Poco o niente può fare il Comune in materia di telefonia mobile. L’unica cosa che può fare è un Piano per la localizzazione delle antenne. Tutto il resto di questo problema potenzialmente dannoso per la salute la legge lo affida direttamente ai gestori e alle compagnie telefoniche, che così godono di un’ampia discrezionalità.
Ma San Benedetto del Tronto non ha un Piano Antenne, mentre Grottammare ce l’ha. Questo non vuol dire che sulla Perla dell’Adriatico ci sia più elettrosmog, ma la sua amministrazione comunale almeno si fa valere sul “dove” installare antenne e ripetitori.
Ora finalmente dalla giunta Gaspari ci sono rassicurazioni: si chiederà ai gestori di installare rilevatori tarati in modo da controllare le emissioni 24 ore al giorno, evitando possibili aumenti “scappatoia” dopo le sporadiche rilevazioni di legge. Questa estate il Comune ha stanziato 40 mila euro, serviranno per scegliere con un bando i tecnici che faranno il Piano. Conditio sine qua non: che abbiano già stilato piani simili e non siano incappati in un ricorso al Tar.
«Al Comune abbiamo chiesto tempi brevi, se in città c’è un vuoto di regole si crea un boom di installazioni», dice Antonio Alfonsi, presidente del Quartiere Sant’Antonio.
Da quando c’è la giunta Gaspari, sono state presentate 7 domande. Una è stata deviata “in corner” dal parco Saffi al tetto di un condominio di via Roma. Secondo alcuni avere un Piano escluderebbe a priori almeno le nuove antenne vicino a scuole, parchi e ospedali. Conclude Alfonsi: «Ci hanno assicurato che potremo affiancare il Comune negli accordi con i gestori. Proveremo a far spostare qualche antenna da Viale De Gasperi».

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