SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Oltre che per le palme e per il brodetto di pesce, San Benedetto del Tronto finora era nota anche per essere una città che festeggiava il proprio Santo Patrono in una data sbagliata.
Secondo la tradizione cristiana, San Benedetto Martire fu decapitato il 13 ottobre del 304 d. C. Negli Anni ’50 del ‘900 qualche amministratore ebbe l’estemporanea idea di spostare la celebrazione del Santo all’ultimo fine settimana di maggio, tanto per dare un tocco religioso alla profana estate.
Ora si è finalmente deciso di rispettare la tradizione. Il vescovo diocesano Gervasio Gestori ha concluso la procedura canonica per il ritorno della festività religiosa al 13 ottobre, poi il sindaco Giovanni Gaspari lo ha reso noto all’assemblea dei comitati di quartiere che ha manifestato tutta la sua soddisfazione per una scelta che «riporterà la festa del Patrono ai fasti di un tempo, soprattutto dopo che di recente essa era stata gradualmente snobbata a livello di pubblica opinione».
E in attesa del 13 ottobre 2008, quest’anno la data sarà dedicata alla segnalazione – da parte dei vari quartieri – dei nominativi per l’assegnazione del “Gran Pavese Rossoblu”, la civica benemerenza concessa ai sambenedettesi meritevoli.

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