SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Più tasse comunali nel 2008, nonostante il Palazzo di viale De Gasperi abbia tagliato investimenti e compiuto operazioni finanziarie sui mutui bancari contratti in passato. C’è qualcosa che non va. Per il presidente della commissione Bilancio Pino Nico (Udc), bisogna preoccuparsi perché «non si riesce a mettere sotto controllo la spesa pubblica».
Andiamo con ordine. L’aumento di addizionale Irpef e della Tarsu (la tassa sui rifiuti solidi urbani) è certo, a meno che il Comune non incameri nei piani di bilancio entrate economiche per ora non previste. Lo ha ammesso il sindaco Gaspari nell’ultimo Consiglio comunale.
«Dai banchi dell’opposizione ho apprezzato questa trasparenza della giunta», dice Nico, che d’altra parte non fa a meno di esprimere la sua preoccupazione. «Temo che le spese del Comune di San Benedetto non sono sotto controllo».
«Ci siamo appena lasciati alle spalle le manovre per fare cassa e per creare liquidità», continua riferendosi alle rimodulazioni dei mutui e ad altre operazioni finanziarie comprese nell’ultima manovra di bilancio. Si è cercato insomma di “allungare” il debito spalmando il pagamento delle rate alle banche.

E inoltre sono state rinviati importanti investimenti per alcune opere pubbliche previste nel piano triennale 2007-2010.
Non è bastato, visto che si parla con molta concretezza dell’aumento delle tasse comunali. È scoperta anche la spesa corrente per stipendi e servizi, per una cifra intorno ai 100mila euro.
In questo contesto appaiono irrinunciabili il taglio delle spese inutili, un regime di consulenze più parco e una messa a punto vera della macchina comunale.
Che si fosse in tempi di vacche magre lo si sapeva già, ma oggi pare che le mucche della metafora siano ancora più emaciate che mai.

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