SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Non ci deve essere alcun timore per ipotetiche speculazioni edilizie nell’area del Ballarin». Il sindaco Gaspari è categorico: «Durante l’ultimo Consiglio Comunale abbiamo destinato 780 mila euro per appropriarci dell’impianto».

Denaro necessario per riscattare l’area dello stadio dall’Agenzia del Demanio: «Abbiamo agito nel rispetto delle norme della Finanziaria del 2005» precisa il sindaco, «che dà ai Comuni un diritto di prelazione, con il quale evitiamo l’asta. L’Agenzia ci ha dato disponibilità alla vendita nel rispetto della destinazione urbanistica attuale, che è quella del verde sportivo».

La speranza è che ciò avvenga entro la fine dell’anno: «A quel punto inizieremo la progettazione: sul Ballarin fino ad ora si è potuto soltanto fare del pour parler. Valuteremo se aprirci ad un concorso di idee e collaboreremo anche con Grottammare: l’area è l’ingresso a nord della città». Nei giorni scorsi è sorto un Comitato per la riqualificazione del Ballarin, che punta a realizzare un Museo della Samb e ristrutturare la Curva Sud.

«Ho incontrato i sei promotori, e li ho rassicurati sul fatto che non ci sarà alcuna speculazione edilizia». Il sindaco fa riferimento anche ad altri progetti che interessano la zona: «Il primo fu di Eusebi: una prosecuzione di Viale Colombo fino alla rotatoria, con gli spazi di tribuna e distinti a supporto delle attività sportive; un altro, di Acciarri, vedeva parte dell’impianto funzionale ad un Museo della Civiltà Marinara. Ma precisiamo: qualsiasi sarà l’idea finale, questa sarà in linea con il Piano Regolatore del Porto. Non possiamo procedere a riqualificare per francobolli: questa città deve avere una armonicità di programmazione, persino con i comuni limitrofi».

Infine, una parola per il presidente della Samb Gianni Tormenti, che Gaspari ha cercato di raggiungere al telefono in mattinata, senza riuscirvi: «Capisco la sua amarezza, ma credo che il presidente della Samb debba volare più in alto, dando morale quando tutti sono scoraggiati, e quindi mettere a freno la rabbia e l’emotività del momento. Anche perché non mi sembra che siamo di fronte a contestazioni di chissà che tipo. Ad ogni modo, ribadisco la mia fiducia in questa società».

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