SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Perchè un gruppo così importante come l’Igd Commerciale ha investito tanto in una zona vincolata dal Pai? Una zona che di fatto per ora non può essere destinata a usi urbanistici?». Nel porsi questa domanda, il consigliere di An Giorgio De Vecchis – il primo ad averne parlato – si dice sicuro che l’Igd non può che aver avuto assicurazioni sulla caduta di tali vincoli. «Per le Coop le giunte di sinistra aprono tutte le porte», aggiunge con tono polemico.
Come la nostra edizione on-line ha già anticipato sabato 22, l’Igd Commerciale – il gruppo finanziario che gestisce gli immobili Coop – lo scorso 8 agosto, con atto del notaio bolognese Daniela Cenni, ha acquistato da Nicola D’Isidori un terreno di 14 mila metri quadri adiacente al Porto Grande, strategico per l’ampliamento del centro commerciale. Prezzo: 3,5 milioni di euro, 250 euro a metro quadro.
La destinazione commerciale è data per sicura dall’Igd, anche se al momento ci sono vincoli che vietano opere di urbanizzazione su quell’area, per il rischio di esondazione del fiume Tronto. Infatti il Pai, il Piano di assetto idrogeologico del Tronto, dal 2005 ha imposto blocchi e rallentamenti nell’attività edilizia in tutta l’area attorno alla foce del Tronto.
A questo punto si deve dedurre che i vincoli siano destinati a cadere. Sarebbe impensabile che l’Igd abbia concluso un cattivo affare. D’altra parte è possibile che l’area in questione venga dichiarata di nuovo edificabile (per il Piano Regolatore è già zona commerciale) anche in virtù del sottopasso che collegherà la zona San Giovanni alla Sentina, bypassando la linea ferroviaria e permettendo alle piene di defluire meglio.
Un sottopasso che non a caso sarà realizzato dalla Igd in virtù di una ormai annosa convenzione con il Comune, precedente la nascita di Porto Grande. Convenzione scaduta per decorrenza dei termini e poi rinnovata nel luglio del 2007.
A questo punto De Vecchis sibila un sospetto: «Vuoi vedere che l’Igd ha subordinato la firma della nuova convenzione alla possibilità di ampliare il centro?». Lo stesso esponente di An ricorda inoltre che la Coop Adriatica (socio al 45,4% dell’Igd) è stata citata nelle note intercettazioni telefoniche fra i leader Ds e Giovanni Consorte di Unipol, a proposito della partecipazione di alcune cooperative alla scalata di Bnl.
Altro elemento in contrasto con l’ampliamento di Porto Grande, è il nuovo Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia di Ascoli [clicca QUI], approvato in via definitiva pochi giorni fa dal Consiglio provinciale.
Questo Ptc prevede nuovi criteri per localizzare i nuovi insediamenti della grande distribuzione, proprio in virtù dell’impatto economico e infrastrutturale che essi hanno sul territorio. A proposito di questi nuovi rigorosi vincoli, lo scorso 13 dicembre il presidente della Provincia Rossi disse: «Penso che sarà molto difficile autorizzare nuovi insediamenti commerciali superiori ai 2.500 metri quadri».

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