L’argomento del giorno in casa Samb è improntato sul quesito: che campionato sarà? Già alcuni lettori si stanno “sbilanciando” con giudizi trancianti sia nei riguardi della squadra che della società ma senza quel fervore e quella cattiveria (eccezioni a parte) che hanno caratterizzato precedenti proteste negli anni scorsi.
Personalmente non mi giocherei un centesimo se qualcuno mi chiedesse di scommettere sul futuro della Samb attuale. Né in negativo né in positivo, l’unica cosa su cui punterei invece ad occhi chiusi è la validità del tecnico che ieri, nel dopo gara, ho visto più lucido che mai.
Caso mai, solo Ugolotti può dichiararsi ottimista o pessimista perchè vede i ragazzi tutti i giorni ma principalmente perché, avendoli scelti, conosce meglio di qualsiasi altro il loro valore. Il fatto che non sia demoralizzato per l’ultimo posto fan ben sperare.
La maggior parte di noi, in tempi in cui si stenta addirittura a riconoscere somaticamente i giocatori rossoblu, giudica per quello che ha visto. Troppo poco se si considera che le prestazioni di singoli e del complesso sono state altalenanti. Con un unico punto fisso: in trasferta la squadra gioca malissimo e con troppa paura.
La “sparata” di ieri del presidente rossoblu, Gianni Tormenti, ha fatto clamore per la durezza delle sue parole ma principalmente perché è giunta inaspettata. Non ha inquadrato, secondo me, nel modo giusto l’attuale situazione. Gli fanno onore le scuse nei riguardi di coloro ai quali non si riferiva. In una nostra intervista, infatti, precisa che si è lasciato andare per alcune frasi cattive che ha ascoltato in tribuna.
Consiglio a Gianni Tormenti di non concedersi più alla stampa subito dopo le gare (tra l’altro la cosa è abbastanza inedita: vediamo spesso i presidenti fuggire al 91° perché rincorsi da qualche cronista) ma il giorno dopo o quando lui vuole. La fretta (di sfogarsi in questo caso) non è mai buona consigliera.
Occorre anche dire che certi rilievi fatti da alcuni tifosi al nostro giornale (vedi i commenti a pagina 7) sono abbastanza condivisibili ma potrebbero ritorcersi (come lo furono un anno fa) contro chi li fa. In tal caso la società sarà felice alla pari, però, di chi oggi critica per amore del blasone rossoblu. Chi ha, invece, altre intenzioni: i soliti provocatori per i quali i Tormenti (anche con la t minuscola), arrivarono come una maledizione, farebbero meglio a restarsene a casa. Magari davanti a Sky.
Andrà come deve andare ma il succo di tutto quello che sta accadendo va ricercato in una politica economica oculata con la quale è possibile far le nozze con i fichi secchi ma anche no. I programmi ora realizzabili dagli attuali dirigenti sono (non potrebbe essere altrimenti) a lunga scadenza come lo dimostra inequivocabilmente la risposta datami dal diesse Natali alla domanda: è soddisfatto della rosa che ha messo a disposizione della società?
«Sicuramente sì», aggiungendo poi da buon conoscitore del mestiere «nei limiti del budget che la società mi ha concesso».

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