TERAMO – Circa trecento denunce raccolte in poco meno di tre mesi dalla Polizia Postale di Teramo da parte di utenti che si sono visti recapitare bollette telefoniche con cifre esorbitanti dovute all’utilizzo, mai avvenuto, di numeri 899. Le indagini, avviate alcuni mesi fa dal sostituto procuratore Davide Rosati sembrano essere arrivate a una battuta decisiva e hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di due rappresentanti di società che gestiscono servizi telefonici a pagamento. L’ipotesi di reato è truffa ai danni di ignari utenti che si sono visti addebitare sulle bollette telefoniche l’utilizzo di servizi a pagamento di cui invece non hanno mai usufruito.

La maggior parte delle denunce riguarda soprattutto anziani che su utenze da poche decine di euro si sono visti recapitare bollette con cifre dai 500 ai mille euro.

Le indagini avviate dalla Polizia Postale mirano a individuare se anche nel teramano, come è avvenuto anche in altre parti d’Italia, ci siano truffatori in grado di entrare nelle centraline telefoniche del gestore per manomettere i box ripartilinea e dirottare le chiamate verso numeri 899 intestati a società gestite da complici.

Le numerazioni 899 vengono rilasciate dal ministero delle Comunicazioni e assegnate a vari operatori. Quest’ultimi rivendono i numeri a intermediari che a loro volta li concedono ad aziende che li utilizzano, in teoria, per fornire servizi: dai siti pornografici a servizi informativi. Da tempo le associazioni dei consumatori chiedono l’abolizione di questi numeri.

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