SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Questa città non merita la serietà della famiglia Tormenti. I fischi ci possono stare, ognuno è libero di esprimere il proprio pensiero, ma oggi non li accetto, perché è come sparare su un morto». E ancora: «In settimana ho subìto parole molto pesanti. Con chi ce l’ho? Sia con la stampa che con i tifosi. Se questa proprietà non va bene, si faccia avanti qualcun altro, ma non a parole, bensì con i fatti. Ripeto: se non va bene quello che abbiamo fatto l’anno scorso e stiamo facendo adesso i Tormenti sono pronti a farsi da parte».
Durissimo (e inaspettato) lo sfogo di Gianni Tormenti. Il presidente della Samb entra nella sala stampa del Riviera delle Palme e si mette seduto davanti alla platea di giornalisti scuro in volto. L’atmosfera è pesante, il pareggio ottenuto contro il Sorrento sembra essere accolto come una sconfitta.
Tormenti attacca pesantemente tutto l’ambiente rossoblu. Con voce decisa e fare risoluto. Quasi come se i tifosi, al termine della partita, avessero fatto scoppiare li finimondo: «Viviamo un momento in cui tutti, dal primo all’ultimo, si sentono in dovere di criticare e giudicare. Con due punti in cinque partite è più che normale. Poi però se dovesse cambiare il vento nessuno venga a congratularsi con noi, troverete il sottoscritto».
Quanto alla partita il numero uno del sodalizio di Viale dello Sport l’ha vista così: «L’importante era constatare la grinta e la determinazione che i ragazzi hanno messo i campo. Abbiamo fatto di tutto per vincere, commettendo però una disattenzione che ci è costata il gol. Secondo me se c’era una squadra che meritava di vincere, questa era la Samb. Dobbiamo avere pazienza di aspettare? Quella non ci manca, la fiducia nei confronti del direttore sportivo, del mister e della squadra è piena».
Samb assolta, dunque: «Sono deluso dal fatto che potevamo portare a casa un risultato pieno, loro non si sono mai resi pericolosi. La cosa che mi conforta invece è la grinta messa in campo dalla squadra: dopo la sconfitta di Pescara – che ritengo una parentesi – abbiamo fatto vedere determinate cose. I ragazzi hanno dimostrato di conoscere l’importanza della maglia che indossano e, soprattutto, di capire la delicatezza del momento».

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