SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Finalmente in terra il Nuova Santa Barbara, il peschereccio di Bisceglie protagonista del tragico episodio in cui ha perso la vita il marinaio sedicenne Giovanni Dell’Olio. Alle 17 di venerdì 14 un carroponte ha prelevato lo scafo dallo scalo di alaggio, dopo quasi 24 ore di lavori per tappare la grande falla apertasi nello scontro con gli scogli del Molo Sud.

Le operazioni di recupero sono iniziate nel pomeriggio di ieri. Durante la prima mattinata di oggi sono state portate a termine le operazioni per tappare la falla, larga almeno due metri, che si trova sul lato sinistro dello scafo in legno, molto vicino alla prua.

Una volta fatto questo, c’era da pompare fuori l’acqua rimasta dentro lo scafo che, lo ricordiamo, era rimasto adagiato a 45 gradi nel bassissimo fondale al centro dell’imboccatura del porto.
Per tirare fuori l’acqua sono state necessarie sei pompe, molte delle quali messe a disposizione da armatori locali. Una pompa è stata messa a disposizione dalla Capitaneria di Porto; non sono stati chiamati invece i Vigili del Fuoco.

Gli uomini della Guardia Costiera hanno coordinato le operazioni di recupero, ma la gran parte del lavoro è stata fatta dal sambenedettese Otello Ratta, operatore tecnico subacqueo professionista con la qualifica di altofondalista specializzato.
Ratta ha materialmente installato il telone speciale che ha tappato la falla, permettendo al pontone Ammiraglia Adriatica di trainare il Nuova Santa Barbara verso lo scalo di alaggio.

LE SPIEGAZIONI DEL SUB «Sono stato chiamato dalla Capitaneria di Porto, che ci ha dato grande collaborazione e assistenza – dice Ratta – abbiamo lavorato sulla falla in due riprese, di quattro e tre ore. Abbiamo usato un telone in Pvc microcompresso, un materiale ultraresistente che si usa anche per i giubbini antiproiettili. E poi per saldare il telone sulla falla e impedire la fuoriuscita di acqua abbiamo usato viti in acciaio autofilettante».

La falla è molto grande, si nota anche guardando il telone bianco che la copre. Il lato sinistro dello scafo subito dietro la prua è stato sconquassato dagli scogli e ciò ha fatto entrare nelle cuccette una quantità molto grande di acqua. Tonnellate, ipotizza il sub Otello Ratta.

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