SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un’altra vittima del mare, l’ennesima tragedia. Si è consumata nella nottata tra mercoledì e giovedì, quando l’equipaggio del motopeschereccio di Bisceglie (con base a Giulianova) “Nuova Santa Barbara”, ha cercato di entrare nel porto di San Benedetto dopo aver urtato contro gli scogli della punta del Molo Sud e mentre imbarcava acqua nella stiva.

L’incidente ha causato la morte di un giovanissimo marinaio di 16 anni. Stando ad una prima ricostruzione fatta dalla Capitaneria di Porto di San Benedetto, la “Nuova Santa Barbara” e un altro motopeschereccio pugliese – il “Venere” – procedevano in coppia pescando con il metodo “a volante” navigando da Giulianova ad Ancona. La “Nuova Santa Barbara”, per cause non ancora pienamente accertate, ha avuto una collisione con la punta del Molo Sud: l’urto ha aperto uno squarcio che ha fatto entrare una grande quantità di acqua nella stiva.

Nel tentativo di entrare nel porto sambenedettese, la “Nuova Santa Barbara” si è incagliata in una secca. Pare che sia stato il motopesca “Venere” – e non invece lo stesso natante danneggiato – ad avvertire la Capitaneria di Porto alle ore 01,58: la Guardia Costiera è subito intervenuta con dei sub, i quali hanno constatato che la falla che si era aperta nel motopeschereccio pugliese era molto grande.

Durante la notte gli stessi sub hanno poi proceduto al rinvenimento e al recupero del corpo del giovane marinaio di 16 anni, regolarmente iscritto al registro della Gente di Mare (occorre aver compiuto il 15° anno di età e il consenso della famiglia).
Adesso il motopeschereccio si trova ancora all’imboccatura del porto, di fronte al Molo Sud, adagiato sul lato sinistro, in un punto dove l’acqua è bassissima. Per il recupero verrà usato il pontone Ammiraglia Adriatica, che si trova già nel porto di San Benedetto.

La Magistratura di Ascoli Piceno ha subito aperto un’inchiesta per far luce sull’episodio che verrà seguita dal Sostituto procuratore Carmine Pirozzoli.

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