SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Comune vuole marcare la sua estraneità dalla vicenda Palacongressi e tutelarsi per i danni d’immagine ed economici derivanti dal sequestro giudiziario deciso dalla Procura di Ascoli lo scorso 31 agosto.
Per organizzare il convegno della Società italiana di medicina fisica e riabilitativa, che tra il 10 e il 13 ottobre porterà in riviera centinaia di professionisti, serviranno sopralluoghi dei Vigili del Fuoco, conferenze dei Servizi e pareri della Commissione di vigilanza sui locali di Pubblico Spettacolo. Il sindaco Gaspari. nella sua veste di custode giudiziario, ha facoltà di entrare nella struttura sequestrata.

Il giudice per le indagini preliminari Gianfelice lo ha autorizzato a questo; ora dovrà autorizzare lo svolgimento del convegno, poi il Comune dovrà concordare con la Palacongressi srl la disponibilità della struttura per iniziative di carattere pubblico. Si, perché la convenzione con la cordata di Calabresi e soci, vero bandolo della matassa giudiziaria, è ancora in vigore. Perciò l’ente pubblico e la società aggiudicataria della struttura devono concordare i famosi “tre giorni al mese per le iniziative del Comune”, proprio come se i nefasti sigilli giudiziari non fossero mai stati apposti.
Il discorso cambia se si pensa agli spettacoli teatrali che avrebbero avuto luogo nel “panettone” di via Scarlatti per compensare nel 2007 la demolizione del cineteatro Calabresi e i lavori in corso al nuovo Concordia.

Qui il sindaco mostra pessimismo, anzi rassegnazione. Niente stagione teatrale, dunque; niente serate del premio Libero Bizzarri. A meno che il Tribunale del Riesame non disponga il dissequestro, che permetterebbe alla Palacongressi srl di gestire la struttura secondo la convenzione; almeno fino a dicembre, alla pronuncia del Tar sulla legittimità dell’atto comunale.
Per il convegno nazionale di Rifondazione Comunista in programma a marzo, si attendono prese di posizione da parte della direzione nazionale, che si riunisce a ottobre.
«GIONNI, UN PENALISTA DI FAMA NAZIONALE» Il segretario provinciale dei Ds sarà il legale che difenderà il Comune nel procedimento penale aperto dalla Procura. «L’affinità politica non c’entra, è bravo punto e basta», dice Gaspari [CLICCA QUI].
Danni all’immagine della città, penalizzazione economica, distorsivi e confusi commenti pubblici in riferimento alla vicenda: sono le premesse per le quali il Comune si è costituito parte offesa (leggi la delibera di giunta fra i documenti allegati). I tecnici comunali che hanno ricevuto gli avvisi di garanzia si tuteleranno per loro conto.
Contro chi si rivarrà il Comune? Dipenderà dalla sentenza del tribunale di Ascoli.

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