SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Con la Salernitana colpa dell’arbitro, a Taranto si giocava fuori casa, contro il Lanciano c’erano troppi assenti. Non mancano le giustificazioni a questa Samb. Per carità, una squadra così rinnovata con tanti uomini che, è evidente, necessitano ancora di tempo per andare in forma (Ferrini, Cia, l’assente Alteri, Morini), qualche colpo a vuoto, all’inizio, doveva pur averlo.

Ma il pareggio con il Lanciano è da considerarsi oro colato. Perché i frentani sono stati pericolosi in almeno quattro occasioni, mentre la Samb, oltre il gol, è riuscita a farsi vedere solo con il palo colpito da un Curiale in versione Inzaghi (contro la Francia un solo acuto, tiro stampato sulla traversa).

Questo passa il convento: Giorgino e Alteri out per colpa dell’influenza, Ferrini in campo ma debilitato, Visi al posto di uno stanco Bindi (ma attenzione ai dualismi tra portieri), Carboni in stato confusionale, Romanelli inesistente, Cia che si ricorda di essere una promessa solo per un quarto d’ora. È dura.

La tifoseria, che si è abbonata in massa sperando in un campionato divertente come nel girone di ritorno dell’anno passato, mugugna. E alle porte c’è il derby dell’Adriatico: «Non sarà il derby dei poveri» ha detto Ugolotti alludendo all’ultimo posto condiviso dalle due squadre, tra l’altro in numerosa compagnia (che tristezza rispetto alle sfide galattiche Colantuono-Iaconi!).

Sarà, però, il derby della paura, specialmente nella sponda rossoblu (a Pescara la situazione è talmente compromessa che la salvezza sarebbe un obiettivo che i biancazzurri firmerebbero subito). Perché con una vittoria nella trasferta più importante dell’anno il pessimo inizio sarebbe scordato. In caso contrario, meglio non pensarci.

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