SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il consigliere comunale Antonio Felicetti rivendica la bontà dell’opzione project financing per il completamento del Palacongressi.
«La mia cultura politica è storicamente ancorata a una visione liberal-democratica che assegna al pubblico tutto ciò che non può fare bene il privato. E’ certamente merito di questa impostazione se oggi abbiamo a Porto d’Ascoli una farmacia più efficiente della ex comunale e se tutti ci possiamo vantare del nuovo lungomare avviato con i soldi della vendita di quella farmacia».
Felicetti definisce “responsabile” la scelta di continuare l’iter dell’affidamento ai privati fatta dal sindaco Gaspari. Afferma a sostegno di questa tesi che anche l’ex sindaco Perazzoli aveva cercato di trovare qualche gruppo privato per la gestione del Palacongressi, senza riuscirci anche perché in quegli anni non era ancora in vigore la legislazione sui project.
La “cattedrale nel deserto” sarebbe potuta diventare un grande albergo, ricorda Felicetti citando le intenzioni dell’ex presidente del Consorzio Turistico Marco Calvaresi. «E pensare che ha avuto quasi quattro anni a disposizione senza riuscire a mettere insieme un pool di operatori turistici per la gestione della struttura». Secondo il consigliere Pri sarebbe malriuscito anche il tentativo di dare una gestione pubblica per le funzioni convegnistiche.
«Il completamento da parte del privato fa risparmiare ai nostri contribuenti circa 10 miliardi delle vecchie lire e la struttura verrà potenziata con 2250 posti. Sarà a disposizione del Comune a costo zero per 36 giorni all’anno. L’utilizzo polifunzionale della struttura – aggiunge Felicetti – riempirebbe un vuoto per le attrezzature ricreative, evitando ai nostri giovani i rischi di spostarsi nei fine settimana verso i centri Spassopoli dell’alta vallata del Tronto e del vicino Abruzzo».
Per quanto riguarda le contestazioni sulla presunta mancata adozione delle varianti urbanistiche, Felicetti si dice sicuro che si tratti di un’accusa inconsistente.

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