OSAKA – Anche le Marche in Giappone, dove si stanno svolgendo i Mondiali di atletica. Nella nona serata di “Casa Italia Atletica”, dedicata alla promozione degli enti locali, domenica 2 settembre è toccato alla provincia di Ascoli Piceno essere testimonial del made in Italy esaltando le eccellenze locali, i prodotti enogastronomici e le tipicità peculiari di un territorio dove pratica agonistica e qualità della vita costituiscono un binomio inscindibile.
Si è capito subito quanto la cucina tipica Picena fosse rinomata anche in Giappone. Lo stand appositamente allestito, è stato infatti visitato dai tantissimi appassionati.
La serata è stata caratterizzata dall’apprezzato menu: olive fritte all’ascolana, maccheroncini di “campofilone” primavera, pollo alla cacciatora ed altre specialità del Piceno hanno riscosso successo promovendo al meglio il territorio. L’assessore provinciale allo sport Nino Capriotti ed il dirigente Roberto Giovannozzi hanno accolto i numerosi ospiti che hanno accolto un invito unico, veramente difficile da rifiutare.
«Voglio ringraziare tutti gli intervenuti – ha detto l’assessore Capriotti – è un momento importante per la provincia di Ascoli Piceno che ha saputo cogliere la grande opportunità messaci a disposizione dalla Fidal. In particolare il presidente Arese, il consigliere Ialenti ed tutto lo staff ci hanno supportato nell’attività di promozione dell’immagine del nostro territorio, diffondendo altresì i valori tradizionali e più autentici della nostra cultura sportiva. I miei ringraziamenti vanno anche al mio collega, l’assessore provinciale al Turismo Avelio Marini, che ha aderito con convinzione a questo progetto di valorizzazione dei saperi e dei sapori ascolani».
Momenti particolarmente significativi dell’iniziativa sono stati la presenza di Magdelin Martinez, appena ritornata dallo stadio dove ha conquistato il sesto posto nella finale mondiale del triplo, di Andrew Howe, fresco argento nel lungo, e della statunitense Lolo Jones, sesta nella finale dei 100 ostacoli.
Tanti gli ospiti di eccezione come la tedesca Heike Dreschler, passata alla storia soprattutto per aver bissato la vittoria mondiale nel salto in lungo dopo 10 anni (1983-1993), oro olimpico nel 1992 a Barcellona e tre volte campionessa europea (1986-1990-1994), il portoghese di origine nigeriana Francis Obickwelu, campione europeo dei 100 e 200 a Goteborg, argento olimpico ad Atene nei 100, ed il burundiano Venuste Niyongabo, campione olimpico nel 1996 ad Atlanta.
Un particolare tributo per la fermana Clarissa Claretti, settima ai mondiali nel lancio del martello e faro di un sport del nostro territorio destinato a crescere nell’ambito dell’atletica nazionale ed internazionale.

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