SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una vicenda giudiziaria complicata, che ancora deve dire molto. Una struttura pubblica costata all’epoca fior di miliardi di lire, ora bloccata fino a nuovo ordine. Un’istruttoria penale che ancora non è finita e una causa amministrativa pendente al Tar delle Marche, che si pronuncerà a dicembre. Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza sulla vicenda che sta facendo parlare la città.
DUE RISVOLTI PARALLELI E AUTONOMI. Dal ricorso al Tar della Pubbliodeon srl – società ascolana che opera nel campo delle sale cinematografiche – non è sortita alcuna sospensiva del project financing per il completamento del Palacongressi, aggiudicato come noto da un’associazione temporanea di imprese fra la famiglia Calabresi e la Troiani & Ciarrocchi Snc. La giustizia amministrativa esaminerà la legittimità dell’atto amministrativo nel mese di dicembre.
L’altro risvolto è l’indagine della Procura della Repubblica di Ascoli, partita nel marzo 2006 con un sequestro di documenti presso il Comune. Con gli approfondimenti istruttori ancora in corso, la Procura ha chiesto al Giudice per le indagini preliminari il sequestro giudiziario del Palacongressi, una struttura parzialmente interessata dalla presenza di un cantiere. La ratio del sequestro è chiaramente quella di evitare che i lavori della società aggiudicataria vadano avanti. Insomma l’autorità giudiziaria si è voluta sincerare sul fatto che le uova non siano guaste prima che la frittata sia servita in tavola.
I due procedimenti sono paralleli ma solo in parte connessi. Cosa succede se per il Tar l’atto del Comune è legittimo? L’inchiesta penale della Procura potrebbe non accontentarsi di questa pronuncia se riscontrerà una fattispecie di dolo nel procedimento. E il Palacongressi rimarrebbe sotto sequestro sine die. Viceversa potrebbe accadere che il Tar giudichi illegittimo l’atto e che l’inchiesta penale finisca invece in una bolla di sapone. Allo stato delle cose si possono solo fare ipotesi e chiarimenti, ma ovviamente non previsioni. Comunque è bene precisare che finora nessun giudice si è pronunciato sulla legittimità o meno dell’affare Palacongressi.
POSSIBILE UN DISSEQUESTRO PARZIALE? Riguarda la spinosa questione dei convegni nazionali già programmati per ottobre e marzo, che potrebbero saltare a causa del Palacongressi bloccato dall’autorità giudiziaria. Per non dire della stagione teatrale che contava sul “panettone” per sopperire alla scomparsa del Cineteatro Calabresi e a un altro stand by: quello del Teatro Concordia in Corso Mazzini. Al momento è impossibile ogni previsione. Ma non è escluso che la Procura possa disporre un dissequestro parziale dell’immobile. Esiste dunque un filo di speranza per non lasciare bloccato il Palacongressi.
TECNICI COMUNALI. Le attenzioni della Procura sono puntate sulla conformità fra il progetto iniziale fatto dal Comune e il secondo progetto elaborato dopo la proposta di Calabresi e soci e poi approvato. Ovvero, fra il progetto inizialmente desiderato dal Comune per completare il Palacongressi e la controproposta fatta dal privato e definita accettabile dal Comune in quanto non troppo difforme dal primo progetto.
La presenza di una multisala cinematografica nel secondo elaborato è alla base del ricorso della Pubbliodeon e anche dell’istruttoria della Procura, che vuole stabilire se i due progetti sono conformi e se nel corso della procedura siano intervenute modifiche sostanziali che configurino qualche fattispecie di reato.
Occorre tenere presente che la ricostruzione dell’intera vicenda si snoda lungo un periodo di almeno cinque anni, durante i quali in Comune sono cambiate amministrazioni politiche e responsabilità tecniche. Attualmente i legali delle parti non hanno ancora ricevuto convocazioni per gli interrogatori dei loro assistiti.
RICHIESTE DI DANNI Ancora prematuro parlare di eventuali risarcimenti danni a privati da parte del Comune. La situazione – al momento alquanto ingarbugliata – è in mano alla Procura e agli avvocati delle parti. Il Comune è difeso dall’avvocato amministrativista Massimo Ortensi.

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