TARANTO – Una sola conclusione in porta, peraltro velleitaria, nemmeno lo straccio di un tiro dalla bandierina, ma soprattutto la mancanza di tenere i 90′ con grinta e autorità. Non ci siamo: è una Samb in ritardo e che ancora non ha fatto vedere (quasi) nulla del potenziale che pure le va riconosciuto.
Mister Guido Ugolotti, negli spogliatoi dello stadio Jacovone, anche stavolta non è contento: «Abbiamo fatto molta confusione e alla fine, come era naturale che fosse, abbiamo raccolto poco. Continuiamo a ripetere certi errori che non dovremmo fare. Inutile nasconderlo, il Taranto ha fatto meglio».
«Anche stavolta non ho avuto le riposte che mi aspettavo – continua il tecnico rossoblu nella sua disamina – abbiamo provato a fare solo lanci lunghi, siamo rimasti troppo fermi, statici, perdendo le marcature. Cosa manca? Mancano la personalità, l’aggressività, la capacità di aggredire. Vedo ancora alcuni giocatori troppo timidi, che quasi hanno paura di fare certe giocate. Speriamo di aver pagato dazio dopo aver giocato contro due pretendenti per la promozione».
Un Ugolotti insomma più avvilito rispetto a quello presentatosi davanti a taccuini e microfoni dopo la sconfitta di domenica scorsa contro la Salernitana, anche se, quando gli viene fatto il nome del Lanciano capolista, prossimo avversario al Riviera delle Palme, sembra riaccendersi: «Non ci sono più scusanti: adesso bisogna cominciare a fare punti. Nel frattempo, in settimana, cercheremo di lavorare bene e migliorare. Bisogna mettere il turbo, a prescindere dall’avversario che ci ritroveremo di fronte».
Sull’altra sponda Marco Cari sembra quasi voler assolvere gli avversari: «Ritengo che la squadra rossoblu abbia bisogno di tempo, ci sono tanti giovani e occorre aspettarli. Vedrete che disputeranno un discreto campionato. Nessun paragone con il mio Taranto, costruito per fare un campionato importante».

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