ANCONA – La prossima vendemmia potrebbe essere ricordata come la più precoce degli ultimi trent’anni e con un quantitativo al di sotto di quello dello scorso anno. Nella regione Marche, dove nel 2006 sono stati prodotti 1.090.085 ettolitri di vini e mosti rispetto ai 1.206.072 del 2005, la provincia che ne produce una maggiore quantità è Ascoli Piceno, ovvero 596.330 ettolitri dello scorso anno contro i 656.893 del 2005.
Il capoluogo ascolano, considerando il quantitativo relativo alla produzione di vini e mostri registrato nel corso del 2006, è seguito delle province di Ancona (334.037 hl), Macerata (87.561 hl) e Pesaro Urbino (72.157 hl). Questo è quanto emerge da una ricognizione sullo stato dei vigneti, svolta da Ismea, dal settimanale “Il Corriere Vinicolo” e dell’Unione Italiana Vini, nella prima decade di luglio.
Le prossime settimane saranno fondamentali per il risultato produttivo data l’estrema sensibilità della vite alle variazioni climatiche e soprattutto perché si determineranno le rese dell’uva in vino. L’allarme per la carenza di precipitazioni durante tutto l’inverno e gran parte della primavera, è rientrato grazie alle piogge di giugno che hanno ristabilito le riserve idriche delle viti.
Nel mese di giugno, inoltre, l’abbassamento delle temperature ha in parte causato il rallentamento dello sviluppo vegetativo, ripartito poi con il caldo di luglio. Se le cose continueranno così, secondo gli esperti, l’anticipo è calcolabile in 4 o 5 giorni rispetto alla vendemmia del 2003, che fino ad ora deteneva il primato di “precoce”, in virtù del caldo registrato in estate.

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