SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Le forze politiche aprono il dibattito sulla variante al Piano di Spiaggia. Per Daniele Primavera, presidente della commissione consiliare per il Turismo, c’è da stabilire per prima cosa la distribuzione delle strutture per il divertimento e il tempo libero. La scelta che verrà fatta per Primavera avrà delle ripercussioni inevitabili sulle linee strategiche da seguire nel nuovo Piano. «Gli stabilimenti balneari servono solo come supporto alla balneazione oppure possono ospitare un ventaglio di attività commerciali e di intrattenimento come succede oggi? Decidiamo prima questo, poi si deciderà il Piano di Spiaggia».

Il corollario di questa posizione riguarda la distribuzione delle attività di intrattenimento estivo. Tutte sul lungomare, unica zona turistica? Oppure, come suggerisce Primavera, è più pratico e intelligente svilupparle in collina – no rumori, no lamentele – e nell’area portuale?
Primavera ha ribadito questa linea durante la recente riunione fra i partiti di maggioranza; dello stesso parere Giorgio Mancini di Sinistra Democratica.
Nel resto della maggioranza ci sono posizioni diverse riguardo al legame fra nuovo Prg e nuovo Piano di Spiaggia. Il dilemma è se il Piano regolatore vada fatto in concomitanza al Piano di Spiaggia oppure se i due percorsi vadano tenuti separati.
LA POSIZIONE DI ALLEANZA NAZIONALE Il coordinatore comunale Luigi Cava esorta a non fare un “Piano di Casta”. In questo contesto, con il termine reso celebre dal libro di Gian Antonio Stella, Cava si riferisce esplicitamente alla Confesercenti. «E’ un bene che si facciano le cose in tempo evitando scelte dell’ultimo minuto. Il nostro Piano di Spiaggia ha bisogno di integrazioni per riqualificare l’offerta turistica e risolvere alcune problematiche tuttora irrisolte quali quelle legate agli stabilimenti balneari di proprietà del demanio marittimo sulla porzione più a nord del lungomare e nel tratto di arenile a sud della rotonda di Porto d’Ascoli. Il rischio – ammonisce il coordinatore di An – è che si interpreti la rivisitazione del piano di spiaggia esclusivamente come colpo di spugna per rimuovere ogni irregolarità e abuso».

Come si scongiura questo rischio? Per Cava occorre «rompere le logiche di lobby» e «tenere ben distinti gli interessi di parte rappresentati delle associazioni di categoria rispetto al pubblico interesse che l’amministrazione deve perseguire».

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.287 volte, 1 oggi)