SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Foodinvest (ex Surgela), azienda di punta del settore dell’agroalimentare, è in crisi. Da un mese gli 80 dipendenti fissi e i 20 stagionali non percepiscono la mensilità e temono che il proprietario dell’azienda, Aristide Malavolta, decida di smobilitare la linea di produzione.
Gli enti locali, nelle persone del sindaco Giovanni Gaspari – ex dipendente della Surgela – e del vicepresidente della Provincia Emidio Mandozzi, stanno cercando una mediazione con la proprietà per alleggerire i costi di gestione dello stabilimento industriale. Peraltro, dichiara Mandozzi, pare che Malavolta abbia manifestato la volontà di continuare a investire sullo stabilimento di Porto d’Ascoli, produttore di vegetali congelati per una multinazionale come la Nestlè.
«Di fronte a un tangibile progetto di sviluppo e rilancio aziendale – ha dichiarato Gaspari nell’incontro con operai e sindacalisti – siamo disponibili a intervenire per ridurre i costi dell’acqua, dell’elettricità e dello smaltimento di rifiuti. Ma non allungheremo un’agonia per favorire qualcuno, perciò posso dire che non ci sarà assistenzialismo».

L’azienda spende quasi mezzo milione di euro l’anno per il consumo idrico e un risparmio su questo versante, ipoteticamente, potrebbe essere reinvestito per il rilancio. Gaspari ha aggiunto anche una rassicurazione ulteriore circa l’improbabilità di una chiusura dell’azienda: «In Comune non sono giunte richieste per il cambio di destinazione urbanistica dei terreni dove sorge l’azienda. E il Piano Regolatore vincola quell’area a un uso industriale e artigianale».
Le difficoltà attuali della Foodinvest riguardano la diminuzione delle commesse da parte della Nestlè. Inoltre, affermano gli operai, ci sarebbero carenze forti anche nelle dotazioni dello stabilimento che impedirebbero talvolta di evadere gli ordini di produzione. Anche se la dotazione tecnologica è all’avanguardia, retaggio di un passato industriale prospero.
Mandozzi, assessore per il Lavoro e la Formazione Professionale, ha espresso però una preoccupazione: «E’ difficile il dialogo nei casi in cui dietro a un’azienda non c’è un’idea tradizionale di imprenditore ma un castello di operazioni finanziarie. E’ un’idea di mercato con cui è difficile interagire. Comunque – ha assicurato ai lavoratori – il 30 agosto Malavolta sarà a San Benedetto per discutere con le rappresentanze sindacali e con una rappresentanza dei dipendenti».

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