SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ridiamoci su. E proviamo a guardare con ironica bonomia alla svista dei curatori del sito web di Enrico Letta (clicca QUI) che, per placare le polemiche del caldo agosto sambenedettese, avranno pensato bene di cambiare il nome dello stabilimento balneare in cui il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio ha incontrato i simpatizzanti del nascente Partito Democratico lo scorso 22 agosto.
Il nome di quel carino stabilimento balneare (Bagni Da Andrea) evoca clangori metallici di ruspe, battaglie legali, ricorsi al Tar e invettive di consiglieri comunali “rompiscatole”? Cambiamogli il nome ed ecco trovato l’arcano. Sotto il riquadro del video della serata, infatti, compare la didascalia “7 temi per 7 spiagge, 22 agosto, San Benedetto del Tronto, Chalet Antonio”.

Va detto che, a parte l’innocente svista, il sito del politico della Margherita è ben fatto e avrà sicuramente un’azione promozionale per il nome della nostra amata cittadina. I click su EnricoLetta.it sono sicuramente numerosissimi e l’azione virtuosamente virale della diffusione del nome della nostra città vale come uno spot ben riuscito. Se c’è andato il sottosegretario, vuol dire che è un bel posto dove si sta bene e c’è un bel mare. Se non una località Vip, un posto che si appresta a diventarlo. Anzi, una località che abbina il divertimento all’impegno, al parlare di politica. Insomma, non solo veline e FabriziCorone. Anzi, quelli per fortuna ancora non ci sono, a San Benedetto del Tronto.
Venite dunque, amici navigatori. Ma se vorrete rendere omaggio al luogo dove il sottosegretario ha tenuto il suo discorso, non arrischiatevi a cercare lo chalet “Antonio”, perché rimarrete delusi di non trovarlo. Infatti un nome come “Bagni da Antonio” sul bel litorale sambenedettese non esiste, anche se è molto comune nei litorali italici e nelle sue mitologie di bagnini, lettini e conquiste balneari.
Dimenticavamo. Se poi sentite parlare del toponimo “Porto d’Ascoli” – magari per strada o in un servizio di 30 secondi di un telegiornale regionale della tivvù pubblica – non immaginatevi banchine di travertino o bellezze romaniche a un tiro di schioppo. Siete ancora nel territorio comunale di San Benedetto del Tronto. Per visitare la magnifica Ascoli Piceno dovrete prendere l’auto, imboccare una comoda superstrada e farvi una ventina di minuti di auto.

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