SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Vorrei puntualizzare alcune cose riguardo la mia iniziativa assolutamente “privata” che è stata organizzata in questi giorni anche con l’ausilio del Consiglio Regionale». A parlare è Sandro Donati, consigliere regionale della Margherita, che in merito all’incontro con Enrico Letta organizzato allo chalet “Da Andrea” (causa della “bagarre” politica degli ultimi giorni) ha voluto spiegare perché ha scelto proprio quello chalet (in cui lo scorso aprile furono riscontrati circa 14 abusi edilizi): «Ripeto, l’iniziativa di organizzare lì l’incontro è stata solo un’iniziativa privata, e la polemica sterile ed inopportuna avanzata dai Verdi mi sembra ingiusta in quanto, per quell’incontro, l’amministrazione non è stata coinvolta. Io ero libero di scegliere il luogo più opportuno per ospitare il sottosegretario. Questa è stata una scortesia politica da parte degli alleati. Tant’è che il sottoscritto non ha invitato nessuno di questi consiglieri a partecipare alla serata. Il sindaco Gaspari mi ha solo chiesto una visita istituzionale di Letta in comune».
Per quanto riguarda le polemiche sugli abusivismi, Donati è perentorio:«Credo che l’unico modo per tacitare ogni polemica sia creare un nuovo Piano Spiaggia. Se ci fosse stato il tempo la Regione avrebbe potuto “avocare” a se un Piano per tutte le Marche. Ma ora, i tempi sono ristretti per la creazione di una nuova legge. E’ troppo tardi, anche perchè molti comuni ne hanno gia attuato uno proprio. Sono d’accordo che le leggi vadano rispettate, ma dobbiamo avere anche un occhio di riguardo per tutti quegli esercizi che da sempre promuovono l’immagine turistica della città. Non si può non riconoscere agli stabilimenti di esser riusciti a dare una “sferzata” al turismo».
Il consigliere ha avuto anche qualcosa da dire riguardo l’ultima disputa sul (poco probabile) ritorno della manifestazione di Miss Italia in città (sfociata nella controversia tra Del Moro e l’ass. Mozzoni):«Per quanto mi riguarda sarebbe più opportuno spendere dei soldi per avere a San Benedetto le finali del concorso e non le pre -finali. Se non si può ottenerle si potrebbe investire sullo sport, sul calcio magari, aiutando maggiormente la squadra locale (sponsorizzarla, fornire strutture sportive di qualità). Tutto questo può essere utile per un ritorno dal punto di vista “dell’immagine” cittadina»

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