SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Entro fine 2007, annuncia il sindaco Gaspari, sarà definito il futuro dello stadio Fratelli Ballarin, la “fossa dei leoni” della Sambenedettese dei tempi d’oro. L’area dove sorge la struttura, oggi in condizioni di decadenza avanzata, è di proprietà dello Stato, che lo amministra mediante l’Agenzia del Demanio. Il Comune di San Benedetto lo acquisirà a un prezzo che si avvicina agli 800 mila euro. Probabile che venga acceso un nuovo mutuo per l’operazione finanziaria.
L’ABBATTIMENTO E IL FUTURO DEL BALLARIN L’amministrazione comunale ha in animo di abbattere lo stadio. Il Comune ha un diritto di prelazione sull’area, subordinato al mantenimento dell’attuale destinazione urbanistica a “verde sportivo”. Il sindaco Gaspari manifesta ottimismo sul fatto che al posto del Ballarin possa sorgere una struttura museale dedicata alla civiltà marinara con un mega acquario (clicca QUI). La decisione potrà passare al vaglio del Consiglio comunale entro fine anno, annuncia il sindaco.
Lo stadio di viale Colombo viene ancora oggi usato dalla locale squadra di rugby e per gare e allenamenti di squadre di calcio di livello dilettantistico. Gli spogliatoi e il terreno di gioco sono in condizioni a dir poco vergognose; sono in corso dei lavori per rendere la struttura più fruibile nel medio termine.
Un’ipotesi ventilata dall’assessore allo Sport Eldo Fanini riguarda la realizzazione di un nuovo impianto polifunzionale per ospitare alcune delle attività che oggi si svolgono al Ballarin. Con l’eccezione del rugby, per il quale entro un paio d’anni sorgerà un nuovo campo in zona Santissima Annunziata.
Il nuovo impianto potrebbe sorgere in un’area immediatamente a nord di via Gemito, di fronte al cimitero comunale.
L’AGENZIA DEL DEMANIO Nasce a seguito di un decreto legislativo (il 300 del 1999) che suddivide le funzioni dell’allora Ministero delle Finanze in quattro Agenzie Fiscali (Entrate, Territorio, Dogane e Demanio) istituite nell’ambito della nuova organizzazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Nel 2003 un nuovo decreto legislativo trasforma l’Agenzia del Demanio in Ente Pubblico Economico (Epe), un soggetto giuridico autonomo che opera nell’ambito della Pubblica Amministrazione per perseguire l’interesse pubblico, con strumenti operativi di tipo privatistico, adottando criteri di economicità e di creazione di valore economico e sociale nella gestione del patrimonio immobiliare dello Stato e dei beni confiscati alle mafie. Ha una direzione generale e 19 sedi territoriali.
Negli ultimi sei anni ha assicurato allo Stato entrate per oltre 6 miliardi di euro. Durante il 2007 ha l’obiettivo di generare altri 4 miliardi di euro. Per mettere a reddito beni di proprietà dello Stato esiste un nuovo strumento previsto dalla legge Finanziaria del 2007. Si chiama “concessione di valorizzazione”, prevede bandi di gara e concessioni d’uso fino a 50 anni. Spesso si tratta di beni che si trovano nel cuore delle città – spesso sono ex caserme – e riqualificarle con nuove destinazioni d’uso modificherà sensibilmente la geografia urbana delle città interessate. Attualmente (fonte www.agenziademanio.com) ci sono quattro bandi di gara, che riguardano il complesso di Villa Tolomei a Firenze e tre progetti nel Basso Reno, in Liguria e a Bologna.

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